Affittare casa tasse: la guida definitiva a cedolare secca e regime fiscale

published on 26 February 2026

Quando decidi di affittare casa, la questione tasse diventa subito un nodo centrale da sciogliere, un processo complesso che assorbe tempo e risorse. In Italia, le strade principali sono due: la cedolare secca, un'imposta fissa che semplifica la vita, e il regime ordinario IRPEF, dove il reddito dell'affitto si somma a tutto il resto.

La scelta non è banale. Anzi, è una decisione strategica che può cambiare radicalmente non solo l'importo da versare allo Stato, ma anche tutta la gestione burocratica che ci sta dietro. La gestione manuale degli adempimenti fiscali e amministrativi è spesso causa di errori e ritardi, problemi che strumenti come Nowcheckin risolvono automatizzando l'intero processo, dalla registrazione degli ospiti alla conformità normativa.

Decifrare il labirinto fiscale degli affitti nel 2026

Scrivania con laptop che mostra un calendario, casa modello e un riquadro arancione con 'tasse affitti 2026'.

Affrontare la burocrazia legata all'affitto di un immobile può sembrare un'impresa titanica. Tra aliquote che cambiano e scadenze da cerchiare in rosso sul calendario, la confusione è il primo ostacolo che ogni proprietario o gestore si trova davanti.

L'obiettivo di questa guida è proprio fare chiarezza nel mondo del "tasse affitti", analizzando come le novità fiscali previste per il 2026 potrebbero influenzare i tuoi guadagni.

Capire a fondo le opzioni a tua disposizione è il primo, vero passo per una gestione fiscale intelligente. Non si tratta solo di un obbligo di legge, ma della chiave per massimizzare la redditività del tuo immobile.

I due pilastri della tassazione sugli affitti

La normativa italiana ti mette di fronte a un bivio: due regimi fiscali principali per i redditi da locazione. La scelta giusta dipende da tanti fattori, come il tuo reddito complessivo o la presenza di spese da scaricare.

Ecco una sintesi per iniziare a orientarti:

  • Cedolare Secca: Immaginala come una "flat tax" sugli affitti. È un'imposta sostitutiva con un'aliquota fissa, di solito al 21% (che sale al 26% in certi casi per gli affitti brevi). Il suo grande vantaggio è la semplicità, ma lo svantaggio è che non puoi dedurre nessuna spesa legata all'immobile.
  • Regime Ordinario IRPEF: Qui, il canone d'affitto entra a far parte del tuo reddito totale, sommandosi a quello da lavoro o da pensione. Viene poi tassato secondo gli scaglioni progressivi. Questa strada può essere più conveniente se hai sostenuto costi importanti, come quelli per una ristrutturazione.

Per aiutarti a visualizzare meglio le differenze, abbiamo preparato una tabella di confronto.

Confronto rapido: cedolare secca vs tassazione IRPEF

Una sintesi chiara e immediata delle differenze chiave tra i due regimi fiscali per aiutarti a orientare la tua scelta.

Caratteristica Cedolare secca Tassazione ordinaria IRPEF
Tipo di imposta Sostitutiva (aliquota fissa) Progressiva (scaglioni di reddito)
Aliquota principale 21% (o 26% per affitti brevi) Dal 23% al 43%
Base imponibile 100% del canone annuo 95% del canone annuo (forfait del 5%)
Deduzione spese No (es. ristrutturazioni, interessi mutuo) Sì (nei limiti previsti dalla legge)
Imposte aggiuntive Sostituisce IRPEF e addizionali Si applicano addizionali regionali/comunali
Obblighi Esente da imposta di registro e di bollo Pagamento imposta di registro e di bollo

Questa tabella è un ottimo punto di partenza, ma ricorda che la scelta migliore dipende sempre dalla tua situazione finanziaria specifica.

La scelta del regime fiscale non è un dettaglio. Una decisione ben ponderata può farti risparmiare centinaia, se non migliaia, di euro ogni anno, ottimizzando il rendimento netto del tuo investimento immobiliare.

Oltre al calcolo delle imposte, la gestione di una proprietà comporta una serie di obblighi burocratici, come la comunicazione degli ospiti alle autorità. Un tempo era un incubo di scartoffie e telefonate. Fortunatamente, oggi esistono soluzioni digitali che possono trasformare questi doveri da un peso a un processo quasi del tutto automatico. Strumenti come NowCheckin non solo ti liberano tempo prezioso, ma riducono drasticamente il rischio di errori umani, garantendoti di essere sempre in regola e permettendoti di concentrarti su ciò che conta davvero: l'ospitalità.

Un'occhiata alla cedolare secca per gli affitti brevi

Mano che firma un documento 'Cedolare Secca' con una casa in miniatura e chiavi, in un ambiente domestico.

Per chi si lancia nel mondo degli affitti brevi, la cedolare secca è spesso il punto di partenza, più che altro per la sua apparente semplicità. Immaginala come un "prezzo fisso" per le tasse: paghi un'aliquota unica che spazza via in un colpo solo l'IRPEF e le varie addizionali, regionali e comunali.

Questo regime fiscale rende i calcoli molto più immediati, ma le novità introdotte per il 2026 complicano un po' le cose, specialmente per chi ha in gestione più di un immobile. Capire bene come funziona oggi questo sistema è la chiave per non avere brutte sorprese e per gestire al meglio le proprie finanze.

In pratica, invece di mescolare i redditi da affitto con tutti gli altri tuoi guadagni (come lo stipendio), con la cedolare secca applichi una percentuale fissa direttamente su quanto hai incassato. Un sistema che rende molto più facile e trasparente prevedere quante tasse dovrai versare.

Aliquote differenziate: ecco cosa cambia dal 2026

La vera svolta sta tutta qui: l'aliquota non è più uguale per tutti, ma dipende da quante case affitti. Non c'è più una sola percentuale, ma un sistema a due velocità che da un lato agevola i piccoli proprietari e dall'altro aumenta il carico fiscale per chi ha un'attività più strutturata.

Per il primo appartamento che metti in affitto breve, l'aliquota della cedolare secca resta al 21% anche per il 2026. Dal secondo immobile in poi, però, scatta automaticamente l'aliquota del 26%, con regole specifiche per chi si affida a piattaforme online.

Questa distinzione, nero su bianco nella Legge di Bilancio, permette ai proprietari (persone fisiche) di decidere, in fase di dichiarazione dei redditi, quale dei loro appartamenti tassare al 21%, applicando il 26% a tutti gli altri.

Questa modifica non è un dettaglio, perché incide direttamente sui tuoi guadagni netti. Se hai due o più appartamenti, devi fare due conti per capire su quale immobile ti conviene applicare l'aliquota più bassa.

Vantaggi e svantaggi da mettere sulla bilancia

Scegliere la cedolare secca è un po' come comprare un pacchetto completo, con i suoi pro e i suoi contro. Vediamoli insieme, così puoi decidere con più consapevolezza.

I vantaggi principali sono:

  • Calcoli semplici: Con un'aliquota fissa, capire quante tasse pagare è un attimo, senza doversi perdere tra gli scaglioni IRPEF.
  • Niente tasse extra: Sostituisce l'IRPEF e le addizionali regionali e comunali, dandoti una visione chiara e netta del carico fiscale.
  • Meno burocrazia e costi: Se scegli questo regime, non devi pagare l'imposta di registro e di bollo sui contratti, risparmiando tempo e denaro.

D'altra parte, ci sono anche degli svantaggi da non sottovalutare.

Il limite più grande della cedolare secca è che non puoi scaricare neanche un euro di spese. Costi di manutenzione, interessi del mutuo, commissioni di agenzia o spese condominiali restano tutti a tuo carico e non possono essere dedotti.

Questo è un punto fondamentale. Se, per esempio, hai appena fatto una grossa ristrutturazione, i vantaggi fiscali che potresti ottenere con il regime IRPEF (scaricando i costi) potrebbero essere molto più convenienti rispetto a un'aliquota fissa più bassa.

Facciamo due conti: l'impatto delle nuove aliquote

Per rendere tutto più chiaro, facciamo un esempio pratico. Mettiamo che tu abbia due appartamenti, entrambi affittati per brevi periodi.

  • Appartamento A: Incasso annuo di 12.000 €.
  • Appartamento B: Incasso annuo di 10.000 €.

Quando fai la dichiarazione dei redditi, la mossa più intelligente è applicare l'aliquota più bassa (21%) all'appartamento che ti ha fruttato di più (l'Appartamento A) e quella del 26% all'altro.

Il calcolo delle tasse sarà questo:

  1. Tasse Appartamento A: 12.000 € x 21% = 2.520 €
  2. Tasse Appartamento B: 10.000 € x 26% = 2.600 €
  3. Tasse totali con cedolare secca: 2.520 € + 2.600 € = 5.120 €

Senza pianificare bene questa scelta, rischieresti di pagare più del necessario. Ecco perché la scelta del regime fiscale non è mai una decisione da prendere alla leggera.

Scopri come Nowcheckin può automatizzare il check-in della tua struttura - Scarica l'app gratuita e prova tutti i vantaggi.

Mentre ti destreggi tra aliquote e calcoli, non dimenticare che la burocrazia non si ferma alle tasse. La comunicazione dei dati degli ospiti alle autorità è un altro obbligo da cui non si scappa. Strumenti come Nowcheckin nascono proprio per darti una mano, automatizzando l'invio delle schedine al Portale Alloggiati e la comunicazione dei flussi turistici all'ISTAT. In questo modo riduci il rischio di errori e sei sempre in regola, liberando tempo prezioso da dedicare alla strategia fiscale e a far sentire i tuoi ospiti a casa. Potrebbe interessarti anche il nostro approfondimento sulla gestione della cedolare secca per affitti brevi.

Quando il regime IRPEF è la scelta vincente

La cedolare secca attira molti proprietari per la sua apparente semplicità, ma non è sempre la scorciatoia più furba. A volte, il regime ordinario IRPEF, pur sembrando più complesso, si rivela la mossa strategica migliore per pagare meno tasse sull'affitto di casa.

Immagina il tuo reddito come un grande calderone. Con la cedolare secca, ci versi dentro il canone d'affitto e paghi una tassa fissa, senza poter togliere nulla. Con l'IRPEF, invece, prima di calcolare le imposte, puoi "svuotare" un po' il calderone sottraendo una serie di spese (i cosiddetti oneri deducibili e le detrazioni fiscali). Meno roba c'è dentro, meno tasse paghi alla fine.

Questa opzione diventa un asso nella manica, specialmente quando hai sostenuto costi importanti per l'immobile o legati alla tua situazione personale.

I vantaggi concreti del regime IRPEF

La vera magia dell'IRPEF sta nella possibilità di "scaricare" le spese. Il reddito che deriva dall'affitto viene calcolato solo sul 95% del canone annuo. Quel 5% che viene tolto a forfait è già un piccolo sconto, ma il vero potenziale si sblocca con tutto il resto.

Vediamo qualche caso pratico in cui l'IRPEF ti fa risparmiare un bel po' di soldi:

  • Lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica: Hai rifatto il bagno o cambiato gli infissi sfruttando i bonus edilizi (come il bonus ristrutturazioni al 50% o l'Ecobonus)? Le rate della detrazione che ti spettano andranno a ridurre direttamente l'IRPEF da pagare. Se scegli la cedolare secca, questo beneficio lo perdi completamente.
  • Interessi del mutuo: Se stai ancora pagando il mutuo della casa che hai messo in affitto, puoi detrarre una parte degli interessi, abbassando così l'imposta lorda.
  • Altre spese deducibili e detraibili: Pensa alle spese mediche, quelle per l'istruzione dei figli, i contributi previdenziali. Se hai tante spese di questo tipo, avere un reddito imponibile più alto (che include anche quello dell'affitto) ti permette di sfruttare al massimo queste agevolazioni.
  • Reddito complessivo non troppo alto: Se il tuo reddito totale, compreso l'affitto, ricade nel primo scaglione IRPEF (attualmente al 23%), la tassazione ordinaria potrebbe essere più leggera del 26% previsto dalla cedolare secca per gli affitti brevi dal secondo immobile in poi.

Scegliere l'IRPEF significa fare i conti della serva, in senso buono. È un puro calcolo di convenienza: se la somma di tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto è più alta del risparmio che ti darebbe l'aliquota fissa della cedolare secca, allora non c'è dubbio, la strada giusta è il regime ordinario.

Calcolo e scaglioni IRPEF

L'IRPEF funziona a "scalini": più guadagni, più alta è la percentuale di tasse che paghi. Il reddito dell'affitto si somma a tutti gli altri tuoi guadagni (stipendio, pensione, ecc.) e le tasse si calcolano sul totale, applicando appunto gli scaglioni progressivi.

Facciamo una simulazione al volo: Mettiamo che tu abbia uno stipendio di 25.000 € e incassi 10.000 € da un affitto. Con l'IRPEF, il tuo reddito da locazione su cui calcolare le tasse sarebbe di 9.500 € (il 95% del totale). Il tuo reddito complessivo salirebbe quindi a 34.500 €.

Su questa cifra totale, calcoleresti l'IRPEF a scaglioni per poi sottrarre tutte le detrazioni che ti spettano (ristrutturazione, spese mediche, ecc.). Solo a quel punto potrai fare il confronto finale con quanto avresti pagato con la cedolare secca (2.100 € con aliquota al 21% o 2.600 € con quella al 26%) e capire dove sta il vero risparmio.

La scelta, come vedi, dipende al 100% dalla tua situazione personale. Prenderti il tempo di analizzare bene le tue spese è il primo passo per non lasciare soldi sul tavolo e gestire le tue finanze in modo intelligente.

Andare oltre le tasse: come orientarsi nella giungla della burocrazia

Pagare le tasse sul reddito, che sia tramite cedolare secca o IRPEF, è solo una parte del lavoro. Per chiunque voglia affittare casa, le imposte sono solo la punta dell'iceberg; sotto la superficie si nasconde un intero universo di adempimenti burocratici che ogni host deve conoscere e gestire con precisione millimetrica. In gioco c'è la tranquillità, oltre alla possibilità di evitare sanzioni piuttosto salate.

Questi obblighi, che a prima vista possono sembrare un labirinto complesso e una perdita di tempo, sono in realtà i pilastri su cui si regge una gestione legale e professionale della propria attività. Ignorarli o prenderli alla leggera, semplicemente, non è un'opzione.

L'infografica qui sotto mostra in modo semplice come funziona il calcolo dell'IRPEF, mettendo in evidenza come i redditi e le spese deducibili portino al calcolo finale dell'imposta.

Infografica chiara che illustra il processo IRPEF italiano con passaggi per redditi, spese e tasse.

Come si può vedere, a differenza della cedolare secca, il regime IRPEF offre la possibilità di "alleggerire" il carico fiscale sottraendo tutte le spese ammesse prima di applicare le aliquote progressive.

La comunicazione al portale AlloggiatiWeb

Il primo, e forse il più critico, degli adempimenti è la comunicazione dei dati degli ospiti alla Polizia di Stato attraverso il portale AlloggiatiWeb. Non è un consiglio, ma un obbligo di legge nero su bianco, previsto dall'articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).

La comunicazione va fatta entro 24 ore dall'arrivo dell'ospite. E se il soggiorno dura meno di 24 ore? L'invio deve essere immediato. Omettere o ritardare questa comunicazione non comporta solo una multa: le sanzioni sono di natura penale e possono arrivare all'arresto fino a tre mesi o a un'ammenda fino a 206 euro.

Ogni singolo ospite, italiano o straniero che sia, va registrato. Questo significa raccogliere i dati da un documento d'identità valido e trascriverli, uno per uno, nel portale. Un'operazione che richiede tempo e, soprattutto, massima attenzione.

L'invio delle statistiche turistiche ISTAT

In parallelo alla comunicazione di pubblica sicurezza, c'è un altro binario da seguire: la trasmissione dei dati sui flussi turistici all'ISTAT o agli osservatori turistici regionali (come il famoso Ross 1000 in Lombardia o altri portali specifici).

Questi dati, raccolti in forma aggregata e anonima, sono il carburante che alimenta le statistiche nazionali sul turismo e aiuta a orientare le politiche di sviluppo del settore. La periodicità e le modalità di invio, però, cambiano da regione a regione, aggiungendo un altro strato di complessità alla gestione quotidiana.

La gestione dell'imposta di soggiorno

E infine, lei: l'imposta di soggiorno. Un tributo che quasi ogni comune italiano a vocazione turistica ha ormai adottato. In qualità di host, la legge ti nomina "responsabile d'imposta", il che significa che hai il compito di riscuoterla dai tuoi ospiti e versarla puntualmente nelle casse comunali.

Anche qui, il quadro è frammentato. Le regole cambiano da città a città: importi diversi, esenzioni basate sull'età o sulla durata del soggiorno, scadenze di versamento specifiche. Una gestione anche solo leggermente imprecisa può tradursi in sanzioni e fastidiosi contenziosi con l'amministrazione locale.

Gestire manualmente questi tre adempimenti (AlloggiatiWeb, ISTAT, imposta di soggiorno) per ogni singolo ospite è un'attività che può assorbire ore preziose ogni settimana, aumentando in modo esponenziale il rischio di commettere errori di trascrizione, ritardi o, peggio, dimenticanze.

L'automazione, in questo scenario, non è più un lusso ma un alleato strategico. Soluzioni come Nowcheckin nascono proprio per azzerare questo carico di lavoro ripetitivo. Con una semplice scansione del documento tramite smartphone, l'app estrae i dati e li invia automaticamente ai portali giusti, che si tratti di AlloggiatiWeb, dell'OsservatorioTuristico, di Ross1000, o dei sistemi comunali per l'imposta di soggiorno come GEIS e Paytourist.

Questo approccio non solo ti garantisce la piena conformità normativa 24/7, ma riduce i tempi di check-in fino al 70%, annullando gli errori umani e liberandoti da compiti che non aggiungono valore alla tua attività. Poter contare su un sistema che gestisce la burocrazia al posto tuo ti permette di concentrarti su ciò che conta davvero: la qualità dell'accoglienza e la strategia per far crescere i tuoi guadagni. E se vuoi approfondire anche gli obblighi legati alla documentazione fiscale, puoi leggere la nostra guida su come gestire la marca da bollo sulle ricevute d'affitto.

L'impatto reale delle nuove aliquote sulla tua redditività

L'aumento della cedolare secca al 26% per gli immobili successivi al primo non è solo un numero scritto su una legge. È un cambiamento che riscrive completamente le regole del gioco per chi vive di affitti brevi, costringendoci a ricalcolare da zero la nostra effettiva redditività.

Questo nuovo carico fiscale non è un semplice ritocco, ma un vero e proprio macigno che pesa sui margini di guadagno, soprattutto per chi, con fatica, ha messo insieme un piccolo portafoglio di appartamenti.

Tradurre le percentuali in euro

Per capire la vera portata della novità, dobbiamo fare quello che conta di più: trasformare le percentuali in soldi veri. Dal 1° gennaio 2026, la cedolare secca per gli affitti turistici salirà dal 21% al 26% per ogni immobile dopo il primo. Già oggi, questo mercato vale un imponibile di 438 milioni di euro, secondo i dati del Ministero dell'Economia.

Cosa significa per te, in pratica? Se un tuo appartamento incassa 25.000 euro all'anno, questo aumento si traduce in 1.300 euro in più di tasse da pagare. Se vuoi approfondire, l'associazione Aigab ha calcolato che la pressione fiscale totale può schizzare dal 46% al 52%. Puoi leggere di più su questo impatto fiscale nel settore degli affitti brevi.

In parole povere, una fetta ancora più grossa dei tuoi incassi andrà dritta allo Stato, lasciandoti meno liquidità per fare manutenzione, per reinvestire o, semplicemente, per il tuo guadagno personale.

La reazione del mercato e delle associazioni

Come era prevedibile, le associazioni di categoria del nostro settore sono sul piede di guerra. La preoccupazione è grande e tocca due nervi scoperti: la competitività del mercato e il rischio che il sommerso dilaghi.

Un aumento così forte delle tasse, infatti, potrebbe innescare una reazione a catena:

  • Più rischio di affitti in nero: Messo alle strette, qualche proprietario potrebbe cedere alla tentazione di non dichiarare tutto, alimentando un mercato irregolare che danneggia chi lavora onestamente.
  • Meno appartamenti disponibili: Molti host che vedevano l'affitto breve come un'integrazione al reddito potrebbero gettare la spugna, giudicando che il gioco non vale più la candela.
  • Prezzi più alti per i turisti: Per non veder crollare i profitti, tanti potrebbero essere costretti ad aumentare le tariffe. Il rischio? Rendere le nostre splendide località meno competitive rispetto ad altre mete europee.

In questo nuovo scenario, l'efficienza non è più un lusso, ma una questione di sopravvivenza. Se lo Stato si prende una fetta più grande della torta, l'unico modo per proteggere il tuo guadagno è tagliare i costi e ottimizzare ogni singolo aspetto della gestione.

L'efficienza operativa come unica via d'uscita

Di fronte a tasse più alte, la linea che separa un'attività in profitto da una in perdita si fa sempre più sottile. E quella linea si chiama efficienza. Ogni euro risparmiato sui costi e ogni minuto guadagnato con l'automazione vanno a bilanciare direttamente l'aumento delle imposte.

È proprio qui che la tecnologia diventa la tua più grande alleata. Automatizzare quelle attività noiose e ripetitive, come comunicare i dati degli ospiti o calcolare la tassa di soggiorno, non è più una semplice comodità. Diventa una vera e propria strategia per difendere i tuoi margini. Nowcheckin nasce proprio per questo: trasformare la gestione amministrativa da un centro di costo a un vantaggio competitivo, riducendo i tempi di check-in del 70% e azzerando gli errori.

L'automazione non solo abbatte i costi, ma ti protegge anche da multe per errori o dimenticanze, che andrebbero a rosicchiare ulteriormente i tuoi guadagni. L'unica risposta efficace per restare competitivi è avere una gestione snella e a prova di errore.

Automatizza la burocrazia e massimizza i profitti

Abbiamo visto quanto può essere complessa la gestione fiscale per chi affitta casa. Ma la soluzione, per fortuna, è più semplice di quanto pensi. Invece di combattere ogni giorno con scartoffie, scadenze che si accavallano e portali sempre diversi, puoi affidarti a una tecnologia che lavora per te, trasformando gli obblighi in semplici processi automatici.

Nowcheckin è stato pensato proprio per questo: trasformare le sfide burocratiche in un'opportunità per essere più efficienti. La nostra automazione non solo ti garantisce la conformità legale 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma ti restituisce la risorsa più preziosa di tutte: il tuo tempo.

Non pensare a Nowcheckin solo come a un'app, ma come a un vero e proprio partner strategico. È lo strumento che dà un'impronta professionale alla tua attività, riduce lo stress e ti aiuta a proteggere la redditività in un mercato sempre più competitivo e fiscalmente impegnativo.

Semplificare la gestione amministrativa è il primo, fondamentale passo per aumentare i margini di guadagno. Una volta automatizzato il check-in, per esempio, il passaggio logico successivo è ottimizzare l'intero flusso delle prenotazioni. Per capire come fare, dai un'occhiata anche alla nostra guida su come migliorare la gestione delle prenotazioni su Booking.

Con gli strumenti giusti, puoi finalmente dedicarti alla crescita del tuo business, lasciando che la tecnologia si occupi di scadenze e burocrazia. Questo approccio proattivo non è solo una comodità: è la chiave per massimizzare i profitti e restare sempre un passo avanti alla concorrenza.

Domande frequenti su tasse e affitti

Quando si parla di "affittare casa tasse", è normale che sorgano mille dubbi. Per questo, abbiamo messo insieme le domande più comuni che gli host si fanno ogni giorno, con risposte chiare e dirette per aiutarti a gestire la tua attività con più serenità.

Se affitto una sola stanza della mia prima casa devo pagare le tasse?

Sì, senza dubbio. Qualsiasi reddito che ti arriva dall'affitto di un immobile, anche se si tratta solo di una stanza, va dichiarato e tassato. La buona notizia, però, è che puoi scegliere tu come farlo.

Le strade principali sono due:

  • Cedolare secca al 21%: Una scelta semplice e diretta. Applichi un'aliquota fissa del 21% su quello che incassi, senza troppi calcoli.
  • Tassazione ordinaria IRPEF: Qui sommi il reddito dell'affitto agli altri tuoi guadagni (come lo stipendio, per esempio). La tassazione segue gli scaglioni progressivi, ma hai il vantaggio di poter dedurre alcune spese legate all'immobile.

Quale conviene? Dipende tutto dalla tua situazione personale e da quanti costi hai da "scaricare".

Cosa succede se non comunico i dati degli ospiti al Portale Alloggiati?

Dimenticarsi di comunicare i dati degli ospiti alla Questura tramite il Portale Alloggiati non è una semplice svista, ma un reato con conseguenze penali. La legge su questo punto è chiarissima e non ammette eccezioni.

L'articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) prevede sanzioni severe: si rischia l'arresto fino a tre mesi o un'ammenda che può arrivare a 206 euro. È un obbligo fondamentale per la sicurezza di tutti.

Posso dedurre i costi di pulizia o delle utenze con la cedolare secca?

No, e questo è proprio uno dei punti deboli della cedolare secca. Se scegli questo regime, l'imposta si calcola sull'intero canone di locazione che hai incassato, senza sconti.

Non puoi dedurre assolutamente nulla: né le spese per le pulizie, né le bollette, né le commissioni dei portali online come Airbnb o Booking, né i lavori di manutenzione. Se hai costi di gestione importanti, quasi sicuramente ti conviene fare due conti con il regime IRPEF, che ti permette di abbassare l'importo su cui si pagano le tasse.

L'aumento dell'aliquota al 26% si applica anche a chi gestisce una sola proprietà?

Fortunatamente no. La normativa introdotta è pensata per tutelare i piccoli proprietari. Se gestisci un solo appartamento in affitto breve, stai tranquillo: per te l'aliquota della cedolare secca resta al 21%.

L'aliquota più alta, al 26%, scatta solo se gestisci dal secondo al quarto immobile. Attenzione però: se arrivi a gestire cinque o più proprietà, la legge ti considera a tutti gli effetti un imprenditore. A quel punto, diventa obbligatorio aprire una Partita IVA e gestire l'attività in modo professionale.

Trasforma la gestione degli ospiti della tua struttura con Nowcheckin. Riduci i tempi di check-in del 70% e migliora l'esperienza dei tuoi ospiti.

Scarica Nowcheckin gratuitamente:

Inizia la tua prova gratuita oggi stesso e scopri perché oltre 100 strutture si fidano di Nowcheckin.

Read more