Gestire una struttura ricettiva significa navigare in un mare di normative complesse. Tra check-in da organizzare e ospiti da accogliere, la burocrazia può sembrare un ostacolo insormontabile. In questo scenario, il certificato di agibilità o abitabilità non è solo un pezzo di carta, ma il pilastro che garantisce la sicurezza e la legalità della tua attività, proteggendo il tuo investimento e offrendo un'esperienza impeccabile ai tuoi ospiti.
Ignorare questo documento significa esporre il proprio business a rischi enormi, mentre la tecnologia oggi offre soluzioni per semplificare la gestione quotidiana. Pensa a come l'automazione del check-in con Nowcheckin può ridurre i tempi di attesa del 70%, liberandoti dalle scartoffie per concentrarti su ciò che conta davvero: la conformità e la crescita della tua struttura.
La garanzia di sicurezza per la tua struttura

Pensa al certificato di agibilità come al passaporto del tuo immobile. È il documento ufficiale che attesta la sua conformità a precisi standard fissati dalla legge. Non si parla solo di stabilità delle fondamenta, ma di un insieme di condizioni che rendono un ambiente davvero sicuro e vivibile.
Consideralo una garanzia fondamentale, sia per te che per chi soggiorna nella tua struttura. Questo certificato assicura che l'edificio rispetta le norme su:
- Sicurezza statica: l'edificio è solido e non presenta rischi strutturali.
- Salubrità e igiene: gli ambienti sono sani, ben areati e conformi alle norme igienico-sanitarie.
- Risparmio energetico: l'immobile è costruito o ristrutturato seguendo criteri di efficienza.
- Conformità degli impianti: elettrico, idrico, riscaldamento... tutto è a norma e sicuro.
Perché la conformità è cruciale per un host
La mancanza di questo documento non è un dettaglio, ma un problema serio. L'agibilità è un pilastro della regolarità immobiliare in Italia, e ignorarla può portare a conseguenze severe.
Nei contesti turistici, operare senza questo certificato può significare il blocco totale dell'attività, con multe che possono arrivare fino a 10.000 euro. La questione della sicurezza edilizia è presa molto sul serio, come puoi approfondire leggendo vari report sulla conformità degli edifici.
Mentre l'agibilità garantisce la conformità strutturale, altre normative regolano la gestione quotidiana degli ospiti, come la comunicazione delle presenze alle autorità, un obbligo da non sottovalutare mai. Se vuoi capirne di più, ti consiglio la nostra guida completa sulla normativa per casa vacanze.
Per un host, avere il certificato di agibilità significa dormire sonni tranquilli. Proteggi il tuo investimento e offri un'esperienza sicura e professionale ai tuoi ospiti.
Sbrigare tutte queste pratiche richiede tempo e una buona dose di attenzione. Per fortuna, la tecnologia può darti una mano enorme nella gestione operativa. Soluzioni come Nowcheckin, ad esempio, automatizzano l'invio dei dati degli ospiti alle autorità grazie alla conformità normativa automatica, eliminando il rischio di errori e liberando tempo prezioso. In questo modo, puoi concentrarti sulla conformità del tuo immobile, sapendo che la burocrazia di tutti i giorni è sotto controllo.
Le differenze tra agibilità e abitabilità che ogni host deve capire

Agibilità, abitabilità... nel linguaggio di tutti i giorni questi termini vengono spesso usati come sinonimi. La verità è che, anche se oggi la legge li ha unificati, capire da dove nascono ti aiuta a cogliere la vera essenza di un documento fondamentale per la tua attività.
Una volta, la distinzione era netta e precisa. Si parlava di abitabilità solo per gli immobili a uso residenziale, come un appartamento, e il focus era quasi tutto sulle condizioni igienico-sanitarie. Insomma, si verificava che la casa fosse "sana" per viverci.
L'agibilità, invece, era riservata a tutto il resto: uffici, negozi, capannoni. Qui l'attenzione era puntata sulla sicurezza strutturale e sulla stabilità dell'edificio.
L'evoluzione verso un unico concetto
Poi è arrivato il Testo Unico sull'Edilizia (D.P.R. 380/2001) e ha fatto chiarezza, mettendo fine a questa storica distinzione. Oggi esiste solo il "certificato di agibilità", che li racchiude entrambi.
Questo significa una cosa semplice: un immobile oggi dichiarato "agibile" è automaticamente anche "abitabile". La legge, infatti, pretende che qualsiasi edificio, che sia un monolocale o un centro commerciale, rispetti un pacchetto completo di requisiti.
Non si guarda più solo alla solidità delle mura, ma a un insieme di fattori cruciali:
- Condizioni igienico-sanitarie: parliamo di gestione corretta degli scarichi, ventilazione adeguata e salubrità generale degli spazi.
- Sicurezza degli impianti: l'impianto elettrico, quello idrico, termico e del gas devono essere a norma e certificati.
- Risparmio energetico: l'immobile deve rispettare le normative sull'efficienza, con tanto di APE (Attestato di Prestazione Energetica) a dimostrarlo.
- Conformità urbanistica: la struttura deve essere identica al progetto approvato in Comune, senza abusi edilizi di sorta.
In poche parole, il certificato di agibilità è la vera e propria "carta d'identità" del tuo immobile. È il documento che dichiara ufficialmente al mondo: "Questo luogo è sicuro, sano e in regola per accogliere persone".
Gestire tutti i documenti di un immobile può diventare un labirinto burocratico. Ecco perché digitalizzare è la chiave per semplificarsi la vita. Pensa alla conservazione digitale delle ricevute di check-in che offre Nowcheckin: ti permette di dire addio agli archivi cartacei, mantenendo tutti i documenti degli ospiti al sicuro, organizzati e pronti per qualsiasi controllo.
Dalla richiesta al Comune alla Segnalazione Certificata (SCA)
L'evoluzione non si è fermata ai soli termini. Anche il modo per ottenere il documento è stato rivoluzionato, diventando molto più agile. Fino a qualche anno fa, bisognava presentare una domanda al Comune e mettersi in paziente attesa del suo rilascio.
Dal 2016, le cose sono cambiate con l'introduzione della Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA). La differenza è enorme: non è più una richiesta, ma un'autocertificazione. Un tecnico abilitato (come un geometra o un architetto) si assume la responsabilità di attestare che tutti i requisiti sono soddisfatti.
Questa segnalazione viene depositata allo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE) del Comune e, di fatto, permette di utilizzare l'immobile quasi da subito. Un'accelerazione che ha cambiato le regole del gioco per proprietari e host.
Vediamo in sintesi le differenze chiave in questa tabella.
Confronto tra vecchio certificato e nuova SCA
Questa tabella riassume le differenze procedurali e concettuali tra il vecchio sistema e la nuova Segnalazione Certificata di Agibilità, per darti un quadro immediato del cambiamento.
| Caratteristica | Vecchio Certificato di Agibilità (pre-2016) | Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA) |
|---|---|---|
| Natura del processo | Richiesta di autorizzazione | Autocertificazione asseverata da un tecnico |
| Ente responsabile | Il Comune rilasciava il certificato dopo verifica | Il tecnico abilitato attesta la conformità |
| Tempi di attesa | Lunghi, dipendenti dalla burocrazia comunale | Immediati (salvo controlli a campione) |
| Responsabilità | Principalmente del funzionario comunale | Del tecnico asseverante e del proprietario |
| Focus | Procedura autorizzativa | Responsabilizzazione dei professionisti |
Come puoi vedere, il passaggio alla SCA ha spostato l'onere dal controllo preventivo dell'ente pubblico alla responsabilità diretta del tecnico e del proprietario, snellendo enormemente i tempi e le procedure.
Quando scatta l’obbligo di richiedere l’agibilità
Non tutti i lavori in casa richiedono una nuova Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA), ma è cruciale capire quando la legge te lo impone. Saltare questo passaggio può mettere a rischio la conformità della tua struttura ricettiva e crearti non pochi problemi.
Ma quando bisogna attivarsi? La regola d'oro è semplice: l'agibilità va richiesta ogni volta che un intervento modifica in modo sostanziale le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico dell'immobile.
1. Nuove costruzioni
Questo è il caso più semplice e intuitivo. Se costruisci un edificio da zero, che sia un piccolo B&B o un residence con più appartamenti, devi presentare la SCA prima di poterlo aprire al pubblico. È un passaggio obbligato.
In pratica, il certificato è la prova che la costruzione è stata fatta a regola d'arte, seguendo il progetto approvato e rispettando tutte le normative sulla sicurezza e sugli impianti. Senza questo documento, l'immobile, per la legge, è come se non potesse essere utilizzato.
2. Ristrutturazioni importanti
L'obbligo non riguarda solo il nuovo, ma anche gli edifici esistenti. Ovviamente, non stiamo parlando di ridipingere una parete. L'agibilità serve quando i lavori sono "rilevanti", cioè quando vanno a toccare gli equilibri strutturali o igienico-sanitari dell'immobile.
Ecco una piccola checklist per capire se i tuoi lavori rientrano in questa categoria:
- Ricostruzioni o sopraelevazioni: Se demolisci e ricostruisci una parte dell'edificio o aggiungi un piano, la SCA è sempre necessaria. Stai alterando la struttura in modo significativo.
- Modifiche strutturali: Ogni intervento su elementi portanti come muri maestri, pilastri o solai richiede una nuova verifica di agibilità. La sicurezza prima di tutto.
- Frazionamento o fusione di unità: Hai diviso un grande appartamento in due monolocali? O hai unito due piccole unità per crearne una più grande? Queste operazioni cambiano la planimetria e i carichi, rendendo la segnalazione obbligatoria.
- Interventi pesanti sugli impianti: Se sostituisci completamente un impianto (elettrico, idrico, di riscaldamento) modificandone le caratteristiche principali, devi aggiornare l'agibilità.
Mentre ti destreggi tra queste scadenze e documenti complessi, la gestione quotidiana della tua attività può diventare molto più semplice. Scopri come Nowcheckin può automatizzare il check-in della tua struttura - Scarica l'app gratuita e prova tutti i vantaggi.
3. Cambio di destinazione d'uso
Questo è un classico nel nostro settore. Hai deciso di trasformare un vecchio ufficio in una casa vacanze? O un magazzino in un loft da affittare? O magari un negozio in un affittacamere? Ogni volta che cambi la funzione di un immobile, scatta l'obbligo di presentare la SCA.
Il motivo è logico: la legge deve verificare che i nuovi spazi rispettino i requisiti per ospitare persone, che sono molto diversi da quelli di un ufficio o di un locale commerciale. Se stai pensando di ampliare la tua attività, ti consiglio di dare un'occhiata anche alle regole specifiche per gli affittacamere per non farti cogliere impreparato.
Il cambio di destinazione d'uso è un passaggio fondamentale. Non basta ristrutturare: devi ottenere una certificazione che attesti che il nuovo utilizzo sia sicuro e conforme alle normative igienico-sanitarie previste per l'accoglienza degli ospiti.
Di recente, il quadro normativo si è fatto più interessante. Il cosiddetto "Decreto Salva Casa" ha allentato alcuni paletti, ad esempio riducendo le altezze minime interne da 2,70 a 2,40 metri e le superfici minime per i monolocali da 28 a 20 m². Questa novità ha reso idonei per gli affitti brevi oltre 50.000 mq di spazi prima inutilizzabili, aprendo nuove opportunità di business. In questo scenario, presentare la SCA diventa il passo decisivo per regolarizzare e sfruttare queste nuove possibilità. Per un'analisi più approfondita, puoi leggere questo interessante studio sulla conformità degli edifici.
Come si ottiene la Segnalazione Certificata di Agibilità
Ottenere la Segnalazione Certificata di Agibilità, o SCA, può sembrare un labirinto burocratico. Ma con la mappa giusta, diventa un percorso chiaro e fattibile. L'obiettivo finale? Avere un documento ufficiale che attesta che la tua struttura è a norma sotto ogni aspetto, un passo che devi fare prima di poter accogliere legalmente i tuoi ospiti.
Il primo, e forse più cruciale, passo è scegliere il professionista giusto. Ti servirà un tecnico abilitato – un geometra, un architetto o un ingegnere – che si prenda la responsabilità di "asseverare", cioè di giurare, che il tuo immobile è conforme. Sarà la tua guida fidata in tutto questo processo.
Il ruolo chiave del tecnico abilitato
Il professionista che scegli non è un semplice compilatore di moduli. Il suo lavoro è un'analisi a 360 gradi del tuo immobile, per controllare che ogni singolo dettaglio sia in linea con le normative e, soprattutto, con il progetto che a suo tempo era stato approvato dal Comune.
Questo significa raccogliere e verificare una montagna di documenti. E credimi, la precisione qui è tutto. Un solo certificato mancante o un dato sbagliato possono incastrare l'intera pratica e bloccarti sul più bello.
I documenti che non possono mancare
Per poter presentare la SCA, il tuo tecnico dovrà mettere insieme un dossier bello corposo. Ogni pezzo di carta ha il suo perché e serve a dipingere un quadro completo della regolarità della tua struttura.
Ecco la lista della spesa documentale:
- Accatastamento aggiornato: La piantina depositata al catasto deve essere lo specchio esatto dello stato attuale dell'immobile. Niente di più, niente di meno.
- Dichiarazione del tecnico: Un'asseverazione firmata in cui il professionista mette nero su bianco che l'immobile rispetta tutte le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico.
- Collaudo statico: Un documento fondamentale che certifica la stabilità e la sicurezza delle fondamenta e della struttura, redatto da un ingegnere o architetto con almeno 10 anni di iscrizione all'albo.
- Certificazione di conformità degli impianti: Ogni impianto (elettrico, idraulico, termico, gas) deve avere la sua "patente", una dichiarazione di conformità rilasciata da chi l'ha installato.
- Attestato di Prestazione Energetica (APE): Questo documento, ormai onnipresente, classifica l'efficienza energetica della casa ed è un requisito imprescindibile per l'agibilità.
Proprio l'aspetto energetico sta diventando sempre più centrale. Pensa che l'Italia è al primo posto in Europa per certificazioni di sostenibilità edilizia LEED, con ben 2,1 milioni di mq certificati. Questa tendenza lega a doppio filo l'agibilità con requisiti di efficienza sempre più alti, trasformandola in un valore aggiunto per te che puoi vantare una struttura più sana e con consumi più bassi. Se vuoi approfondire, puoi dare un'occhiata alle ultime tendenze dell'edilizia sostenibile sulla pagina dedicata di Spazio50.
La presentazione allo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE)
Una volta che il puzzle documentale è completo, il tecnico presenta la SCA allo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE) del Comune in cui si trova la tua struttura. Il bello della procedura di autocertificazione è che, dal momento esatto della presentazione, l'immobile è considerato immediatamente agibile. Questo non toglie che il Comune possa fare dei controlli a campione nei 30-60 giorni successivi per verificare che sia tutto in regola.
Questa infografica riassume bene i casi principali in cui scatta l'obbligo di presentare la SCA.

Come vedi, ogni intervento significativo – che sia una costruzione da zero, una ristrutturazione pesante o un cambio di destinazione d'uso – fa ripartire da capo l'obbligo di certificare l'agibilità.
Per quanto riguarda i costi, questi variano. Ci sono i diritti di segreteria del Comune, di solito poche centinaia di euro, e poi c'è l'onorario del professionista, che dipende dalla complessità dell'immobile e del lavoro da fare.
L'organizzazione dei documenti in questa fase è vitale, esattamente come lo è nella gestione quotidiana dei tuoi ospiti. Un errore, un documento smarrito, può tradursi in ritardi e sanzioni.
La digitalizzazione è la tua migliore alleata per essere sempre in regola. Pensa a un archivio digitale per i documenti dell'immobile; allo stesso modo, soluzioni come Nowcheckin automatizzano e tracciano i processi di registrazione degli ospiti, azzerando il rischio di errori umani.
Con Nowcheckin, ad esempio, la conservazione digitale delle ricevute di check-in è automatica e a prova di bomba. Questo non solo ti fa risparmiare un sacco di tempo, ma ti dà la certezza che ogni registrazione sia archiviata a norma, pronta per qualsiasi controllo e senza più pile di carta sulla scrivania.
Cosa rischi davvero se affitti senza certificato di agibilità
Pensare di affittare senza il certificato di agibilità o abitabilità non è una semplice dimenticanza. È un passo falso che può costarti caro, molto più di una semplice multa. Mette a rischio la tua attività, i tuoi guadagni e, cosa ancora più importante, la fiducia che i tuoi ospiti ti danno quando scelgono la tua struttura.
Affittare un immobile non in regola ti espone a una serie di problemi concreti che ogni host dovrebbe conoscere come le sue tasche, proprio per evitarli. È come una reazione a catena: una sola mancanza può innescare conseguenze devastanti per il tuo business.
Sanzioni, blocchi e porte chiuse
Il primo rischio, quello che ti tocca subito il portafoglio, sono le sanzioni. I Comuni non ci vanno leggeri e possono applicare multe salate, che vanno da qualche centinaio fino a migliaia di euro. Ma il vero incubo è l'ordinanza di inagibilità. Se arriva quella, devi chiudere tutto, subito, e non puoi più affittare finché non metti le carte a posto.
Ma non finisce qui. Senza agibilità, ti ritrovi con le mani legate anche per tutto il resto. In pratica, non puoi:
- Presentare la SCIA turistica: Niente agibilità, niente SCIA. E senza SCIA, la tua casa vacanze o il tuo B&B, per la legge, semplicemente non esistono.
- Attivare nuove utenze: Molti fornitori di luce, gas e acqua ti chiederanno il certificato per attivare i contatori a nome della tua attività.
- Chiedere un finanziamento: Vai in banca a chiedere un mutuo per un immobile senza agibilità. Ti risponderanno con un sorriso e un "no, grazie". Per loro, un immobile non a norma non è un investimento sicuro.
Contratti che non valgono e ospiti scontenti
Un contratto d'affitto per un immobile senza agibilità è fragile come un castello di carte. Anche se i giudici non sono tutti d'accordo sul fatto che sia nullo al 100%, di sicuro è annullabile. Questo significa che un ospite un po' più scaltro potrebbe impugnarlo, chiederti indietro tutti i soldi dell'affitto e, se le cose vanno male, anche un risarcimento.
Pensa a questo scenario: un ospite scopre che la casa non è a norma. O peggio, si fa male per colpa di un impianto elettrico non certificato. Il danno d'immagine, amplificato da recensioni negative che oggi fanno il giro del web in un attimo, può essere molto più devastante di qualunque multa.
Essere in regola non è un costo, ma l'investimento più intelligente che puoi fare per il futuro e la credibilità del tuo business. Partire con un immobile a norma è il primo passo, ma poi serve una gestione impeccabile.
E quando parlo di gestione, intendo tutto. Ad esempio, la registrazione automatica degli ospiti su portali come AlloggiatiWeb e ISTAT è un altro obbligo da cui non si scappa. Qui entrano in gioco strumenti come Nowcheckin, veri alleati che automatizzano queste procedure, ti garantiscono di essere sempre in regola senza fatica e azzerano il rischio di errori o dimenticanze.
Il danno alla reputazione: il più difficile da riparare
Infine, c'è il rischio più pericoloso, quello che ti lascia il segno per anni: il danno alla tua reputazione. Oggi, nel mondo digitale, la fiducia è tutto. Basta un controllo delle autorità, una recensione che parla di scarsa sicurezza o anche solo un passaparola negativo per macchiare la tua immagine in modo quasi irreparabile.
Lavorare nella legalità, partendo proprio dal certificato di agibilità, è l'unica strada sicura per costruire un'attività solida, che duri nel tempo e che protegga te, il tuo investimento e, soprattutto, le persone che accogli.
La checklist definitiva per l'host moderno
Gestire la burocrazia di una struttura ricettiva non è un compito da sbrigare una volta e poi dimenticarsene. È un'attività continua, quasi un'arte. Per darti una mano a tenere tutto sotto controllo, ho preparato una checklist pratica pensata per guidarti passo dopo passo nella verifica del certificato di agibilità o abitabilità. Credimi, è un documento fondamentale per la tua attività.

Pensa a questo riepilogo come a un rapido check-up per la tua struttura. Ti aiuterà a fare il punto della situazione e a capire subito dove intervenire, per essere sicuro di lavorare sempre nella massima legalità e sicurezza.
La tua checklist per l'agibilità
Segui questi passaggi per non lasciare nulla al caso. In pochi minuti avrai un quadro chiaro della conformità del tuo immobile.
Verifica che il documento esista: Sembra banale, ma è il primo, fondamentale passo. Assicurati di avere una copia del certificato o della più recente Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA). Se non riesci a trovarla, niente panico. Puoi chiederla all'ufficio tecnico del tuo Comune o, se hai acquistato da poco, al vecchio proprietario.
Controlla la data: Il certificato non ha una scadenza vera e propria, ma la sua data di emissione è cruciale. Ti dice se è ancora "aggiornato" rispetto ai lavori fatti nel tempo. Un documento molto vecchio potrebbe non essere più rappresentativo dello stato attuale dell'immobile.
Hai fatto lavori di recente?: Pensa bene. Hai ristrutturato in modo pesante, diviso un appartamento in due o cambiato la destinazione d'uso dopo che il certificato è stato rilasciato? Se la risposta è sì, è quasi sicuro che tu debba presentare una nuova SCA. È un passaggio che molti sottovalutano, ma che può creare grossi problemi.
Digitalizza tutto: Scannerizza il certificato e tutti i documenti collegati – planimetrie, certificazioni degli impianti, l'APE – e salvali su un cloud sicuro. Avere ogni cosa a portata di click ti salverà un'enorme quantità di tempo e stress in caso di controlli o future pratiche. Se non sai bene da dove partire, puoi dare un'occhiata ai nostri consigli su cosa fare per aprire un B&B, dove la gestione dei documenti è uno dei pilastri.
Oltre i documenti, l'efficienza operativa
Avere un archivio digitale dei documenti immobiliari è solo il primo passo verso una gestione davvero moderna. La vera svolta, però, arriva quando applichi lo stesso principio a tutta la tua operatività, liberandoti dai compiti manuali e ripetitivi per poterti concentrare su ciò che conta davvero: l'esperienza dei tuoi ospiti.
La digitalizzazione non è più un lusso, è una necessità strategica. Automatizzare i processi burocratici ti permette di tagliare gli errori, recuperare tempo prezioso e offrire un'accoglienza che i tuoi concorrenti possono solo sognare.
È proprio qui che entra in gioco Nowcheckin. Quest'app è stata sviluppata pensando proprio a questo: trasformare la gestione degli ospiti in un processo semplice, veloce e completamente automatico.
Con Nowcheckin puoi finalmente dire addio alle code alla reception e a quelle lunghe procedure manuali che rubano tempo a te e pazienza ai tuoi ospiti. L'app ti permette di ridurre i tempi di check-in del 70%, un vantaggio enorme per tutti. Ma non è tutto: il sistema si occupa di inviare in automatico i dati alle autorità, elimina gli errori di trascrizione e conserva tutte le ricevute in cloud. Il risultato? Conformità normativa impeccabile, senza il minimo sforzo da parte tua.
Scegliere Nowcheckin significa scegliere di dedicare il tuo tempo alla crescita del tuo business, non a combattere con la burocrazia.
Le domande più frequenti sul certificato di agibilità
Per fare finalmente un po' di chiarezza sul certificato di agibilità o abitabilità, ho raccolto le domande che ricevo più spesso dagli host come te, dando risposte dirette e pratiche. L'obiettivo è spazzare via ogni dubbio.
Considera questa sezione come una scorciatoia per le tue domande più urgenti, così potrai prendere le decisioni giuste per la tua attività senza perdere ore in ricerche complicate.
Posso affittare una struttura senza certificato di agibilità?
La risposta breve e diretta è: assolutamente no. Affittare un immobile senza il certificato di agibilità è illegale e ti mette in una posizione molto rischiosa.
Non si tratta solo di multe, che possono essere davvero salate. Potresti ricevere un'ordinanza di inagibilità che ti costringe a chiudere tutto da un giorno all'altro. E c'è di più: un contratto d'affitto per un immobile non a norma è legalmente debole. Un ospite potrebbe impugnarlo, creandoti un bel po' di problemi.
Quanto tempo ci vuole per ottenere la SCA?
Questa è una delle novità più interessanti della Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA): la velocità. Nel momento esatto in cui il tuo tecnico di fiducia presenta la segnalazione allo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE) del tuo Comune, l'immobile è considerato agibile da subito.
Proprio così, non devi aspettare nessuna autorizzazione. Appena depositata la pratica, puoi iniziare a usare la tua struttura. Ovviamente, il Comune si riserva il diritto di fare dei controlli a campione nei successivi 30-60 giorni per assicurarsi che tutto quello che hai dichiarato sia corretto.
La SCA non è una domanda che aspetta una risposta, ma un'autocertificazione con effetto immediato. Questo snellisce incredibilmente i tempi e ti permette di mettere a reddito la tua struttura senza le solite, infinite attese burocratiche.
Il certificato di agibilità ha una scadenza?
No, il certificato di agibilità non scade. Una volta che ce l'hai, è valido per sempre, a patto che l'immobile non venga stravolto.
Attenzione però: va aggiornato ogni volta che fai dei lavori "rilevanti". Parliamo di ristrutturazioni importanti, sopraelevazioni, divisioni dell'immobile o cambi di destinazione d'uso che vanno a toccare le condizioni di sicurezza, igiene e risparmio energetico certificate all'inizio. In poche parole, il documento deve essere sempre la fotografia fedele e a norma della tua struttura.
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