Per la maggior parte dei professionisti che gestiscono affitti brevi per conto dei proprietari, oggi il codice ateco property manager corretto è 68.32.01, introdotto con ATECO 2025 ed entrato in vigore il 1° aprile 2025. Da quella data, oltre il 70% dei property manager prima inquadrati con codici generici ha dovuto migrare verso questa classificazione più precisa.
Se sei arrivato qui, probabilmente sei in una di queste situazioni: stai aprendo la Partita IVA, hai già un codice ma temi che non sia più adatto, oppure il tuo consulente ti ha parlato di una variazione ATECO senza spiegarti bene cosa cambia davvero nella pratica. Il punto decisivo è questo: la scelta del codice non serve solo a “stare in regola”. Serve a definire che lavoro fai, come verrai letto da Fisco, INPS, Camera di Commercio e, in molti casi, anche dagli enti locali del turismo.
Per un property manager, questo fa una differenza concreta. Se gestisci immobili di altri, organizzi check-in e check-out, coordini pulizie e manutenzioni, incassi compensi per la gestione e non per una semplice intermediazione, non stai facendo il lavoro di un affittacamere e non stai facendo nemmeno il lavoro di un’agenzia immobiliare classica. Hai un’attività specifica. Dal 2025, anche il sistema ATECO la tratta come tale.
Codici ATECO per Property Manager Panoramica di un Cambiamento Epocale
Per anni molti operatori dell’extralberghiero hanno lavorato dentro un’area grigia. Alcuni usavano codici pensati per le strutture ricettive, altri restavano su classificazioni generiche, altri ancora si appoggiavano a codici “di comodo” scelti per abitudine o per convenienza fiscale apparente. Il risultato era semplice: confusione oggi, rischio domani.
Con l’entrata in vigore della classificazione ATECO 2025, la situazione è cambiata in modo netto. Secondo l’analisi pubblicata da Extralberghiero.it sulla riforma ATECO per property manager, dal 1° aprile 2025 oltre il 70% dei property manager precedentemente inquadrati in codici generici è stato spinto verso il nuovo 68.32.01, con il superamento della vecchia tabella ATECO 2022.

Perché questo cambio conta davvero
Non è solo una modifica statistica. È un cambio di identità professionale.
Quando il tuo codice descrive con precisione ciò che fai, ottieni tre vantaggi pratici:
- Meno ambiguità fiscale. L’attività è classificata per quello che è.
- Più coerenza contributiva. Anche l’inquadramento INPS diventa più lineare.
- Maggiore solidità operativa. Se gestisci più immobili per conto terzi, il tuo lavoro viene letto come attività organizzata, non come variante improvvisata di altre categorie.
Un codice corretto non ti fa guadagnare da solo, ma ti evita di costruire il business su fondamenta sbagliate.
La fine dei codici “adattati”
I vecchi codici usati in modo promiscuo hanno smesso di essere una soluzione comoda. Oggi, per chi opera come gestore professionale di immobili turistici altrui, usare una classificazione precisa è anche un modo per distinguersi da host occasionali, locatori diretti e semplici intermediari.
Questa distinzione è importante anche sul piano commerciale. Un property manager che lavora con mandati, procedure, calendari operativi, fornitori e adempimenti ricorrenti non è un “host un po’ più organizzato”. È un operatore professionale del turismo.
Se ti riconosci in questo profilo, può esserti utile leggere anche l’approfondimento dedicato al ruolo operativo del property manager Airbnb, perché il codice ATECO corretto ha senso solo se riflette un modello di business chiaro.
Il Codice ATECO 68.32.01 Gestione di Immobili per Conto Terzi
Il cuore della questione è qui. Il 68.32.01 identifica la gestione di beni immobili per conto terzi. Per il property manager, significa una cosa molto concreta: lavori su immobili che non sono tuoi, su incarico del proprietario, e svolgi attività gestionali e operative.
Cosa rientra nel 68.32.01
Rientrano in questo codice le attività tipiche di chi segue immobili turistici per conto dei proprietari, come:
- Coordinamento dell’ospitalità. Check-in, check-out, accoglienza e gestione degli ospiti.
- Gestione operativa. Organizzazione di pulizie, manutenzioni e interventi ricorrenti.
- Amministrazione per conto terzi. Attività legate alla gestione dell’immobile e dei rapporti connessi all’uso turistico.
- Gestione di alloggi per soggiorni brevi. La classificazione include espressamente la gestione turistica di alloggi per soggiorni inferiori a un anno.
Cosa non rientra
Il punto che crea più errori è questo: gestire non è la stessa cosa che intermediare.
Se il tuo ruolo principale è mettere in contatto domanda e offerta e guadagni soprattutto da una provvigione di intermediazione, stai entrando in un’altra area. Se invece ricevi un incarico dal proprietario e ti occupi dell’operatività quotidiana dell’immobile, il 68.32.01 è la classificazione da valutare con priorità.
Regola pratica: se il proprietario ti affida la gestione dell’immobile e tu organizzi il servizio, non stai svolgendo una semplice attività di prenotazione.
L’impatto fiscale nel regime forfettario
Qui conviene essere molto chiari, perché molti property manager scoprono il problema solo dopo.
Secondo la guida di FlexTax sul codice ATECO 68.32.01, questo codice ha un coefficiente di redditività dell’86% nel regime forfettario. Lo stesso approfondimento riporta che, su 85.000€ di ricavi, il reddito imponibile è 73.100€. Su questo imponibile si applica l’imposta sostitutiva del 15%, pari a 10.965€, oppure del 5% per le startup, pari a 3.655€.
Lo stesso riferimento segnala anche l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, con aliquota del 26,07%.
Per capirlo in modo semplice:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Ricavi annui | 85.000€ |
| Coefficiente di redditività | 86% |
| Reddito imponibile | 73.100€ |
| Imposta sostitutiva al 15% | 10.965€ |
| Imposta sostitutiva al 5% | 3.655€ |
Dove molti si confondono
L’errore più comune è ragionare così: “Se un altro codice ha un coefficiente più basso, pago meno, quindi mi conviene”. Fiscalmente, questo ragionamento è pericoloso se il codice non descrive davvero la tua attività.
Il Fisco non guarda solo quanto versi. Guarda soprattutto se il codice scelto è coerente con quello che fai ogni giorno. Se il tuo lavoro è property management per conto terzi, il vantaggio apparente di un codice diverso può trasformarsi in contestazione.
Codici Alternativi e Rischi Fiscali Cosa Non Usare
Molti problemi nascono non dalla malafede, ma da un’impostazione iniziale sbagliata. Un property manager apre la Partita IVA, sceglie un codice vicino al suo settore, lavora per mesi o anni senza incidenti e poi, al primo controllo, scopre che “vicino” non basta.

Il caso classico del 55.20.51
Il vecchio 55.20.51 è stato spesso usato da chi operava negli affitti brevi. Il problema è che questo codice veniva associato a una logica diversa da quella del property management per conto terzi.
Secondo l’analisi Lodgify sui codici ATECO per CAV e property manager, l’uso errato del 55.20.51 con coefficiente del 40% al posto del 68.32.01 con coefficiente dell’86% espone a sanzioni fino al 100% dell’IRPEF evasa. Lo stesso approfondimento riporta che, in verifiche fiscali del 2024 su 150 property manager, il 28% dei casi è stato sanzionato per questa discrepanza.
Questo dato va letto bene. Non significa che ogni uso del 55.20.51 sia illecito in assoluto. Significa che se lo usi per un’attività che in realtà è gestione per conto terzi, entri in una zona di rischio molto concreta.
Confronto tra codici e logica dell’attività
| Codice | Quando può sembrare adatto | Perché può essere sbagliato per un property manager |
|---|---|---|
| 68.32.01 | Gestione di immobili per conto terzi | È il codice coerente quando fai vera gestione operativa |
| 55.20.51 | Attività ricettive usate in passato come riferimento generico | Non descrive correttamente la gestione professionale per conto dei proprietari |
| 68.31.00 | Attività vicine al mondo immobiliare | Riguarda la mediazione, non la gestione operativa continuativa |
| 68.32.00 | Vecchia classificazione amministrativa | È il codice superato dalla nuova specificazione 2025 |
Il rischio non è solo tributario
Quando scegli il codice sbagliato, non stai sbagliando solo una casella nel modello fiscale. Stai alterando il modo in cui viene letta la tua attività.
Le conseguenze tipiche sono:
- Accertamento sulla coerenza del codice. L’Agenzia può riclassificare l’attività.
- Recupero d’imposta e contributi. Non riguarda solo le imposte dirette.
- Problemi documentali. Se la tua operatività racconta una cosa e il tuo codice ne racconta un’altra, ogni verifica diventa più complicata.
Per chi vuole approfondire il perimetro corretto della gestione immobiliare, è utile anche questa guida sul codice ATECO 68.20.01 e attività immobiliari, soprattutto per evitare confusione tra gestione, locazione e intermediazione.
Usare un codice fiscalmente più “leggero” può sembrare una scorciatoia. Se però l’attività reale è diversa, quella scorciatoia diventa il primo elemento che il verificatore contesta.
Come Scegliere il Codice ATECO per la Tua Situazione
Hai appena iniziato a gestire tre appartamenti per conto di due proprietari. Incassi le prenotazioni, organizzi il check-in, chiami l’impresa di pulizie, fai intervenire il manutentore quando serve. Poi arriva la domanda che sembra burocratica e invece decide molto del tuo assetto professionale: quale codice ATECO indichi?
La risposta corretta nasce dall’attività reale. Il codice ATECO, per un property manager, non è solo un dato fiscale. È l’etichetta con cui Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio, INPS e spesso anche banche e consulenti leggono il tuo lavoro. Se scegli bene, la tua posizione è coerente e la gestione quotidiana diventa più ordinata. Se scegli male, iniziano dubbi, rettifiche e perdite di tempo.
Quattro scenari pratici
Gestisci immobili di altri con mandato operativo
Se lavori su immobili di proprietà altrui e la tua attività consiste nel coordinare soggiorni, pulizie, manutenzioni, comunicazioni con gli ospiti e attività ricorrenti, il riferimento da valutare è 68.32.01.
Il punto decisivo è questo: il tuo servizio principale è la gestione per conto terzi. In pratica, il proprietario resta proprietario, mentre tu organizzi e fai funzionare l’immobile come un’attività continuativa. È una differenza importante, perché definisce il tuo profilo professionale molto più del nome che usi sul sito o sui portali.
Metti in contatto proprietario e cliente
Se il tuo compenso nasce soprattutto dal fatto che fai incontrare domanda e offerta, e il tuo ruolo si chiude con la prenotazione o con la conclusione dell’accordo, devi valutare un codice legato alla mediazione.
Qui il criterio non è l’ospitalità in sé. Il criterio è che tipo di prestazione vendi. Chi gestisce coordina operazioni nel tempo. Chi intermedia porta le parti a concludere un affare. Sembrano attività vicine, ma fiscalmente e amministrativamente non sono la stessa cosa.
Gestisci una struttura tua come attività ricettiva
Se la struttura è tua, oppure la eserciti come titolare dell’attività ricettiva, il ragionamento cambia. In questo caso non stai operando come property manager per conto di altri proprietari.
Molti si confondono su questo punto perché, nella pratica quotidiana, le attività possono assomigliarsi. Prenotazioni, ospiti, check-in, pulizie. Però il perimetro giuridico è diverso. E quando cambia il perimetro, cambia anche il codice da usare.
Amministri immobili in contesti diversi dal turismo breve
Se ti occupi di immobili con logiche più vicine all’amministrazione immobiliare tradizionale, o lavori su locazioni che non hanno la struttura operativa tipica del turismo breve, serve una valutazione separata.
La parola “immobili” da sola non basta. È un po’ come dire “lavoro nel settore auto” senza distinguere tra chi vende, chi noleggia e chi ripara. Il settore è vicino, ma l’attività economica è diversa.
Le domande che devi portare al commercialista
Per scegliere bene, arriva preparato al confronto con il commercialista. Non basta dire “faccio property management”. Devi descrivere come lavori, chi ti incarica e per che cosa emetti fattura.
Porta risposte chiare a queste domande:
- Chi è il proprietario dell’immobile che gestisci?
- Con quale contratto lavori: mandato, incarico di gestione, mediazione?
- Che cosa fatturi in concreto: gestione continuativa, commissione, servizi accessori?
- Chi conclude il rapporto con l’ospite e con quale ruolo?
Se queste quattro risposte sono precise, il codice corretto emerge quasi sempre con molta più chiarezza.
Un ultimo punto merita attenzione. Scegliere il codice giusto significa anche scegliere il tipo di attività che vuoi costruire. Un property manager che opera con un inquadramento coerente può organizzare processi, deleghe, software e documenti in modo più lineare. In altre parole, la scelta fiscale incide direttamente sull’operatività. E quando l’operatività cresce, gli strumenti professionali smettono di essere un dettaglio e diventano parte della struttura del lavoro.
Apertura Partita IVA e Adempimenti Burocratici per Property Manager
Una volta individuato il codice giusto, bisogna tradurlo in adempimenti concreti. Qui molti si bloccano perché confondono tre piani diversi: Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio e INPS.

I passaggi essenziali
In termini pratici, il percorso è questo:
- Aprire o variare la Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, indicando il codice attività coerente.
- Verificare l’iscrizione al Registro delle Imprese, se la forma dell’attività lo richiede.
- Gestire l’inquadramento previdenziale presso INPS.
- Allineare gli adempimenti operativi con la natura professionale dell’attività, compresi quelli collegati all’ospitalità turistica.
Forfettario o ordinario
Per molti nuovi property manager, il primo confronto è tra regime forfettario e regime ordinario semplificato.
Il forfettario è semplice da gestire, ma nel tuo caso va letto con attenzione perché il coefficiente del 68.32.01 è elevato. Questo significa che una parte molto ampia dei ricavi viene considerata reddito imponibile. Se hai costi reali importanti, personale, collaboratori, software, spostamenti, fornitori esterni o struttura operativa complessa, l’ordinario può meritare una valutazione seria.
Non esiste una risposta valida per tutti. Esiste una risposta corretta per il tuo margine reale.
Quando il modello di business cresce, scegliere il regime fiscale “più semplice” non coincide sempre con scegliere il più adatto.
Compliance e vantaggi indiretti
La scelta del codice corretto non incide solo sul fisco in senso stretto. Secondo l’approfondimento ANBBA sui nuovi codici ATECO 2025, dal 2025 l’adozione del 68.32.01 ha ridotto i contenziosi fiscali per i property manager e ha migliorato l’accesso ai finanziamenti PNRR per il turismo in regioni come la Lombardia, con un incremento del 18%, grazie a una maggiore compliance su adempimenti come AlloggiatiWeb e ROSS1000.
Questo è un punto spesso sottovalutato. Un’attività ben classificata dialoga meglio con tutto il resto del sistema amministrativo.
Per chi preferisce vedere un riepilogo visivo del tema, questo video aiuta a fissare i concetti operativi più importanti:
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Quando scegli il codice corretto, stai dicendo al mercato e agli enti che la tua non è un’attività improvvisata. Ma la professionalità fiscale deve essere sostenuta da una professionalità operativa coerente.
Un property manager che gestisce più appartamenti per conto terzi non può basarsi su fogli sparsi, messaggi manuali e trascrizioni fatte a mano dei documenti degli ospiti. Il problema non è solo il tempo perso. È la fragilità del processo.
Perché il codice corretto porta più responsabilità operative
Se lavori come gestore professionale, devi presidiare con continuità:
- Registrazione degli ospiti nei portali richiesti
- Controllo dei dati anagrafici e delle date di soggiorno
- Tracciabilità documentale in caso di verifiche
- Coordinamento multi-struttura senza confondere camere, ospiti e arrivi
Qui la tecnologia non è un lusso. È uno strumento di ordine.
Il punto pratico
Nowcheckin si inserisce esattamente in questo passaggio. L’app consente di acquisire i dati da un documento con una foto, importarli nei portali come AlloggiatiWeb, gestire la comunicazione ISTAT e supportare la tassa di soggiorno nei comuni integrati. Inoltre conserva le ricevute digitali e rende più semplice la consultazione della cronologia delle registrazioni.
Per un property manager, il vantaggio vero è che il flusso di check-in smette di dipendere da passaggi manuali ripetitivi. Questo riduce le correzioni, alleggerisce il lavoro quotidiano e rende più ordinata la gestione quando il numero di arrivi cresce.
Secondo le indicazioni del publisher, Nowcheckin permette una riduzione del 70% dei tempi di check-in. Se vuoi vedere da vicino come si inserisce nel lavoro quotidiano, puoi consultare le funzionalità di Nowcheckin per check-in digitale e compliance.
Un property manager moderno non si distingue solo perché ha il codice ATECO giusto. Si distingue perché riesce a trasformare obblighi ripetitivi in processi affidabili.
FAQ Codice ATECO Property Manager

Posso avere più di un codice ATECO?
Sì, in linea generale puoi avere attività secondarie oltre a quella principale, se sono reali e coerenti con ciò che svolgi. Il punto non è “quanti codici posso avere”, ma se ogni codice corrisponde a un’attività effettivamente esercitata.
Se ho usato per anni un codice sbagliato, cosa faccio?
Muoviti in modo ordinato. Devi far analizzare la tua posizione documentale, i contratti, le fatture emesse e il tipo di servizio reso. In molti casi la strada corretta è una verifica con il commercialista per valutare una variazione e capire se ci sono profili da regolarizzare.
Il CIN sostituisce il codice ATECO?
No. Sono due cose diverse. Il codice ATECO identifica l’attività economica. Il CIN riguarda l’identificazione della struttura. Possono dialogare sul piano della compliance, ma non si sostituiscono.
Perché oggi c’è più attenzione su questi errori?
Perché il settore è cresciuto e la distinzione tra host diretto, struttura ricettiva e property manager professionale è diventata più importante. Secondo il documento richiamato nel Book of Abstracts NTTS 2025, l’incertezza nella scelta del codice ATECO resta diffusa, con un aumento del 23% delle strutture extra-alberghiere nel 2025, e molti operatori finiscono esposti a un aumento del 15% dei controlli fiscali quando scelgono codici non coerenti.
Il 68.32.01 vale sempre per chi lavora negli affitti brevi?
No, non in automatico. Vale quando la tua attività reale è la gestione di immobili per conto terzi. Se sei proprietario e gestisci direttamente la tua struttura, il ragionamento cambia.
Il Passo Successivo per la Tua Attività di Property Management
Hai aperto la Partita IVA, hai scelto il codice corretto, hai acquisito i primi appartamenti. Poi arrivano le giornate vere del property management. Un ospite chiede il check-in tardivo, un proprietario vuole il rendiconto, una schedina alloggiati va trasmessa, una fattura va archiviata nel modo giusto. È in quel momento che capisci una cosa: il codice ATECO ti definisce sul piano professionale, ma l’organizzazione decide se la tua attività regge davvero.
Per un property manager, la scelta del 68.32.01 non serve solo a evitare errori fiscali. Fissa il tuo ruolo sul mercato. Dice che non stai improvvisando una gestione occasionale, ma stai offrendo un servizio strutturato di gestione immobiliare per conto terzi. Da questa impostazione discende tutto il resto: contratti più chiari, procedure più ordinate, rapporti più solidi con proprietari, ospiti e consulenti.
C'è poi un effetto pratico che molti sottovalutano. Quando l'inquadramento è corretto, anche i processi quotidiani diventano più semplici da impostare. Sai quali documenti raccogliere, come organizzare i flussi informativi e quali attività non puoi lasciare a messaggi sparsi o fogli improvvisati. È lo stesso principio della contabilità ben tenuta. Se il piano dei conti è confuso, ogni registrazione crea attrito. Se la base è corretta, il lavoro scorre meglio.
Per questo il passo successivo non è solo "essere in regola". È lavorare come un operatore professionale.
Registrazione ospiti, check-in, raccolta documenti e tracciabilità operativa richiedono strumenti adatti al volume che stai gestendo. Quando il numero di immobili cresce, il metodo artigianale smette di essere prudente e diventa un rischio organizzativo.
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