Marca da bollo ricevuta affitto: obblighi, importi e soluzioni digitali

published on 14 January 2026

La domanda che prima o poi ogni host si fa è sempre la stessa: ma la marca da bollo sulla ricevuta di affitto è obbligatoria? La risposta breve è sì. Per ogni quietanza di pagamento che supera i 77,47 euro, devi applicare una marca da bollo da 2 euro.

Sembra un dettaglio da poco, ma ignorarlo può costarti caro in termini di sanzioni. È uno di quegli adempimenti fiscali che, se trascurati, possono creare non pochi problemi. Un problema comune nel settore dell'ospitalità è proprio la gestione manuale di questi dettagli burocratici, che porta via tempo prezioso e aumenta il rischio di errori. Fortunatamente, soluzioni come Nowcheckin nascono per risolvere esattamente questo tipo di criticità.

L'obbligo della marca da bollo spiegato semplicemente

Quando gestisci una struttura ricettiva, che sia una casa vacanze o un B&B, la burocrazia è sempre dietro l'angolo. Tra le tante cose a cui pensare, emettere correttamente le ricevute di pagamento è un passo fondamentale per essere in regola e, non meno importante, per trasmettere un'immagine di professionalità ai tuoi ospiti.

La marca da bollo non è un optional, ma una vera e propria imposta che serve a dare validità fiscale a un documento non soggetto a IVA, come appunto una ricevuta d'affitto.

In parole povere, ogni volta che un ospite ti paga una cifra superiore alla soglia stabilita, la ricevuta che gli rilasci deve avere il bollo. È un gesto semplice che ti mette al riparo da contestazioni e garantisce che i tuoi documenti siano a posto in caso di controlli. Per capire bene dove si colloca questo obbligo, è utile avere un quadro generale de il diritto tributario italiano.

Perché è un passaggio cruciale per ogni host

Ignorare questo obbligo può sembrare un modo facile per risparmiare tempo e qualche euro, ma la realtà è ben diversa. Il rischio di dimenticarsene è concreto, specialmente durante l'alta stagione, quando le prenotazioni si accavallano e ti ritrovi a gestire decine di ricevute.

Una semplice dimenticanza o una marca da bollo applicata con la data sbagliata possono trasformarsi in una sanzione amministrativa. Non è un'ipotesi remota: i dati del settore ci dicono che circa il 70% degli host extra-alberghieri commette errori manuali nella compilazione delle ricevute, esponendosi a multe salate.

Per aiutarti a visualizzare il processo, ho creato questo schema.

Diagramma di flusso sulla decisione dell'obbligo della marca da bollo, basato su importo e tipo di documento.

Come vedi, il fattore scatenante è quasi sempre l'importo. Superata la soglia, scatta l'obbligo.

Per fortuna, oggi la tecnologia ci viene in soccorso. Piatforme come Nowcheckin sono nate proprio per eliminare questi grattacapi, automatizzando la creazione dei documenti fiscali e garantendo che tutto sia sempre in regola, senza il minimo sforzo da parte tua. Invece di correre dal tabaccaio a comprare i bolli, puoi affidarti a un sistema che genera ricevute perfette e le archivia digitalmente, liberandoti per sempre dalla burocrazia manuale.

Come applicare la marca da bollo: cartaceo vs digitale

Un uomo sorridente riceve un documento da una donna all'ingresso di una casa, con il testo 'Marca da Bollo'.

Applicare correttamente la marca da bollo sulla ricevuta di affitto non è un pro forma, ma un vero e proprio adempimento fiscale che rende il documento valido. Esploriamo insieme le due strade possibili, quella classica cartacea e quella digitale, e le regole da seguire per entrambe.

Modalità tradizionale: acquisto e applicazione

Il metodo che tutti conosciamo è quello cartaceo. Si va dal tabaccaio o in un ufficio postale, si acquista il contrassegno adesivo e lo si attacca sulla copia originale della ricevuta, quella che andrà nelle mani dell'ospite.

La procedura è semplice, ma nasconde un'insidia che molti sottovalutano.

La regola d'oro: la data del bollo
La data di emissione stampata sulla marca da bollo deve essere uguale o precedente a quella della ricevuta di affitto. Se la data del bollo è successiva, la ricevuta è irregolare. In caso di controllo, è come se il bollo non ci fosse.

Cosa significa in pratica? Se stai emettendo una ricevuta oggi, 15 luglio, il bollo che applichi deve avere una data che va dal 15 luglio indietro. Mai il 16 luglio. Per questo motivo, molti host esperti fanno una piccola scorta di marche da bollo, così da averle sempre a portata di mano ed evitare corse dal tabaccaio all'ultimo minuto.

Il passaggio al bollo digitale

La tecnologia, per fortuna, ci viene in aiuto con un'alternativa molto più comoda e sicura: il bollo digitale. In pratica, assolvi l'imposta direttamente online, senza più contrassegni fisici da comprare, incollare e conservare. Il pagamento si fa tramite il servizio @e.bollo dell'Agenzia delle Entrate o altri intermediari autorizzati.

I vantaggi sono evidenti, soprattutto per chi gestisce più di un alloggio:

  • Zero rischi con la data: Il problema della data scompare. Il bollo viene associato al documento nel momento esatto in cui lo crei, eliminando alla radice il pericolo di errori.
  • Tutto tracciato: Ogni operazione è registrata e verificabile. Questo ti dà una tranquillità enorme in caso di controlli fiscali.
  • Più efficienza: Dimentica le code dal tabaccaio. Risparmi tempo prezioso che puoi dedicare ai tuoi ospiti.

Questo approccio si sposa alla perfezione con una gestione moderna e automatizzata della tua attività. Se vuoi un punto di partenza per creare un documento impeccabile, dai un'occhiata al nostro esempio di ricevuta fiscale, troverai un modello solido e chiaro.

La gestione digitale delle ricevute con Nowcheckin

Ma la vera svolta non è solo digitalizzare il bollo, è digitalizzare l'intero flusso di lavoro: emissione, invio e archiviazione delle ricevute. Ed è esattamente qui che una soluzione come Nowcheckin cambia le regole del gioco.

Immagina di non dover più compilare a mano nessuna ricevuta, né controllare gli importi o preoccuparti dei bolli. Nowcheckin automatizza la creazione di documenti fiscali corretti e, cosa ancora più importante, si occupa della conservazione digitale a norma. Ogni ricevuta viene archiviata in modo sicuro, accessibile ovunque tu sia, e in piena conformità con la legge. Addio faldoni e scartoffie.

Grazie a questa automazione, il rischio di errori umani – una data sbagliata, un importo trascritto male – si azzera. Così non solo sei sempre in regola senza fatica, ma liberi il tuo tempo per concentrarti su ciò che conta davvero: far vivere un'esperienza indimenticabile ai tuoi ospiti.

Chi è esente dal pagamento della marca da bollo

Se l'obbligo di applicare la marca da bollo è la regola, per fortuna esistono importanti eccezioni che ogni host dovrebbe conoscere a menadito. Capire quando non si devono sborsare quei 2 euro può fare una bella differenza nella gestione contabile, evitando costi superflui e grattacapi burocratici.

Orientarsi tra queste esenzioni, però, a volte può sembrare un labirinto. La buona notizia? Le situazioni più comuni per chi gestisce strutture ricettive sono poche e ben definite. Vediamole insieme, una per una, per fare finalmente chiarezza.

Una persona sta applicando una marca da bollo su un documento, su una scrivania di legno con una penna accanto.

Il caso principale: la cedolare secca

L'esenzione più importante per il mondo degli affitti brevi e delle locazioni turistiche è senza dubbio quella legata al regime della cedolare secca. Questo regime fiscale, scelto da un'enormità di proprietari per la sua semplicità e l'aliquota fissa, nasconde un vantaggio non da poco.

Quando si sceglie la cedolare secca, il reddito da locazione non solo sostituisce l'IRPEF e le addizionali, ma assorbe anche l'imposta di registro e, appunto, l'imposta di bollo. Questo vale sia per il contratto che per tutte le quietanze di pagamento collegate.

Tradotto in parole semplici: se hai optato per la cedolare secca, non devi mai applicare la marca da bollo da 2 euro sulle ricevute di affitto. Non importa quale sia l'importo incassato. Anche se la ricevuta supera i 77,47 euro, sei sempre e comunque esente.

Si tratta di una semplificazione enorme, pensata proprio per alleggerire il carico burocratico di chi affitta.

Altre situazioni di esenzione comuni

Oltre alla cedolare secca, ci sono altre circostanze in cui la marca da bollo non va messa. È fondamentale conoscerle per evitare di applicarla quando, in realtà, non serve affatto.

Le principali eccezioni da ricordare sono:

  • Importi sotto la soglia: Questa è l'esenzione più semplice. Se l'importo della ricevuta è pari o inferiore a 77,47 euro, l'imposta di bollo non è mai dovuta.
  • Host con Partita IVA in regime forfettario: Se gestisci la tua attività come forfettario, le fatture che emetti sono esenti IVA e anche dall'imposta di bollo, ma solo fino a che l'importo non supera i 77,47 euro. Appena superi quella soglia, il bollo da 2 euro diventa di nuovo obbligatorio.
  • Fatture elettroniche con bollo virtuale: Chi emette fattura elettronica segue una strada diversa. Il bollo si paga in modo virtuale e viene liquidato ogni trimestre tramite modello F24, un processo del tutto separato da quello cartaceo.

Gestire queste variabili fiscali può diventare un vero e proprio incubo, specialmente se hai più strutture con regimi diversi. Dati recenti di Federalberghi e CNA Turismo parlano chiaro: il 55% degli host spende oltre 500 € all'anno in bolli e adempimenti, con un preoccupante 20% che finisce per prendere multe per irregolarità. Questi numeri ci dicono quanto sia cruciale ottimizzare la gestione. Per chi vuole approfondire l'impatto di questi costi sul settore, è interessante leggere le dinamiche degli affitti previste per il 2025.

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Come un software può gestire le esenzioni in automatico

La vera sfida non è tanto conoscere le regole, quanto applicarle senza errori a ogni singola prenotazione. Basta una distrazione per applicare un bollo quando non serve (un costo inutile) o, peggio ancora, dimenticarlo quando è obbligatorio (rischiando una multa).

È qui che l'automazione fa la differenza. Un sistema come Nowcheckin è stato progettato proprio per adattarsi al regime fiscale che hai impostato per la tua struttura. L'app sa se lavori in cedolare secca o in regime ordinario e, di conseguenza, genera sempre il documento fiscale corretto per ogni ospite.

In pratica, non devi più farti la domanda "qui il bollo ci va o no?". Il software lo decide per te, garantendo una conformità normativa automatica e azzerando il rischio di errori umani. Questa tranquillità operativa ti permette di dedicarti a ciò che conta davvero, l'accoglienza, con la certezza che la parte burocratica è gestita in modo impeccabile.

Bollo sulla ricevuta e bollo sul contratto: facciamo chiarezza una volta per tutte

Capita spessissimo, parlando con altri host, di fare confusione tra la marca da bollo da 2 euro per la ricevuta e l’imposta di bollo per la registrazione del contratto. Mettiamolo subito in chiaro: sono due cose completamente diverse.

Pensale come due tasse distinte, con importi, regole e scadenze che non c'entrano nulla l'una con l'altra. Capire bene questa differenza è il primo passo per evitare errori che, purtroppo, possono costare caro.

La marca da bollo sulla ricevuta d'affitto è quella che applichi sulla quietanza di pagamento. Il suo scopo è semplice: dare valore fiscale a quel singolo foglio di carta (o documento digitale) che attesta l'incasso. Il bollo sul contratto, invece, è un'imposta ben più sostanziosa che si paga quando registri l'accordo di locazione all'Agenzia delle Entrate, un passaggio che lo rende valido legalmente per tutta la sua durata.

Questa distinzione diventa cruciale se, come molti di noi, gestisci sia affitti brevi (sotto i 30 giorni), per cui non devi registrare il contratto, sia locazioni a medio-lungo termine, dove invece la registrazione è un obbligo di legge.

L'imposta di bollo per la registrazione del contratto

Quando un contratto di locazione supera i 30 giorni di durata, la legge non ammette scorciatoie: va registrato. Questo processo non include solo il pagamento dell'imposta di registro, ma anche, appunto, dell'imposta di bollo.

Qui l'importo cambia radicalmente. Parliamo di una marca da bollo da 16 euro per ogni copia del contratto che viene registrata. La regola precisa è: una marca da 16 euro ogni quattro facciate scritte, o comunque ogni 100 righe. Se il tuo contratto è lungo 5 pagine, ad esempio, ti serviranno due marche da bollo da 16 euro per ogni copia.

Un dettaglio fondamentale da non sottovalutare mai: la responsabilità del pagamento dell'imposta di bollo sul contratto è solidale tra te (locatore) e il tuo ospite (conduttore). In parole povere, per l'Agenzia delle Entrate non fa differenza chi paga. Può chiedere l'intero importo a uno solo di voi, a prescindere dagli accordi che avete preso privatamente.

Per fortuna, per i contratti stipulati dopo il 2007, è possibile pagare tutto telematicamente durante la registrazione online, semplificando un po' le cose.

Le differenze chiave in sintesi

Per togliere ogni dubbio, ho preparato una tabella che riassume tutto in modo schematico. Salvala, stampala, tienila a portata di mano: ti sarà utilissima.

Caratteristica Bollo sulla Ricevuta Bollo sul Contratto
Quando si applica? Sulla singola quietanza di pagamento. Al momento della registrazione del contratto.
Importo 2 euro. 16 euro (ogni 4 facciate/100 righe).
Condizione Per importi incassati superiori a 77,47 euro. Per contratti con durata superiore a 30 giorni.
Chi paga? Chi emette la ricevuta (l'host). Locatore e conduttore (responsabilità solidale).

Distinguere tra questi due adempimenti è davvero il primo mattone per costruire una gestione fiscale solida e senza sorprese. Se vuoi approfondire come funziona la registrazione e cosa comporta, ti consiglio di leggere la nostra guida dettagliata sulla ricevuta di registrazione del contratto di locazione.

Ricorda sempre: gestire correttamente entrambe le imposte non è solo un obbligo, ma la tua migliore difesa contro sanzioni e problemi futuri. Ti permette di dormire sonni tranquilli e di far crescere la tua attività in modo sano e regolare.

Cosa rischi se non applichi la marca da bollo

Ignorare l'obbligo della marca da bollo sulla ricevuta di affitto può sembrare un piccolo risparmio, quasi un dettaglio trascurabile. Ma le conseguenze, dal punto di vista fiscale, sono tutt'altro che leggere. La legge, su questo punto, non lascia spazio a interpretazioni: omettere il bollo è un'evasione fiscale a tutti gli effetti. E come tale, viene punita.

Molti host cadono nell'errore di pensare "sono solo 2 euro, chi se ne accorgerà mai?". È proprio questo il tranello che può trasformare una piccola leggerezza in un problema economico non da poco. Un controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate, infatti, fa scattare una sanzione amministrativa piuttosto severa.

La multa può oscillare da una a cinque volte l'importo dell'imposta che non hai versato. Potrebbe sembrare una cifra irrisoria, ma proviamo a fare due conti.

Dalle sanzioni al ravvedimento operoso

Se dimentichi una marca da bollo da 2 euro, la sanzione minima che rischi è di 2 euro, ma quella massima può arrivare fino a 10 euro per ogni singola ricevuta irregolare. Adesso, prova a immaginare di aver gestito 100 prenotazioni in un anno, tutte con ricevute non in regola. La sanzione potenziale potrebbe salire fino a 1.000 euro.

Una cifra che, come vedi, cancella in un attimo qualsiasi presunto risparmio. Per fortuna, la legge prevede una scialuppa di salvataggio per chi si accorge dell'errore prima che arrivi un accertamento fiscale: il ravvedimento operoso.

Il ravvedimento operoso è uno strumento che ti permette di sistemare spontaneamente la tua posizione. In pratica, paghi l'imposta dovuta, più una sanzione ridotta e i relativi interessi. La regola è semplice: prima ti metti in regola, meno ti costa.

Questo meccanismo premia la tua buona fede e ti consente di sanare la situazione con un esborso molto più contenuto rispetto alla sanzione piena che ti verrebbe applicata dopo un controllo.

Per avere un quadro più chiaro delle sanzioni e delle possibilità di riduzione, ho preparato una tabella riassuntiva.

Schema delle sanzioni e del ravvedimento operoso

Periodo di Regolarizzazione Sanzione Ridotta (Ravvedimento) Sanzione Ordinaria (dopo accertamento)
Entro 14 giorni 0,1% per ogni giorno di ritardo Da 100% a 500% dell'imposta
Dal 15° al 30° giorno 1,5% Da 100% a 500% dell'imposta
Dal 31° al 90° giorno 1,67% Da 100% a 500% dell'imposta
Entro 1 anno 3,75% Da 100% a 500% dell'imposta
Entro 2 anni 4,29% Da 100% a 500% dell'imposta
Oltre 2 anni 5,00% Da 100% a 500% dell'imposta

Come puoi vedere, agire in anticipo fa una differenza enorme. Se vuoi approfondire l'argomento in un contesto più ampio, ti consiglio di consultare una guida alla verifica dei bolli non pagati, che va oltre il solo caso delle ricevute d'affitto.

Come l'automazione elimina il rischio alla radice

Il modo migliore per dormire sonni tranquilli, però, è prevenire il problema. La maggior parte delle volte, la marca da bollo non viene applicata per malafede, ma per pura e semplice dimenticanza, per la fretta o per la confusione che si crea nei periodi di alta stagione.

È proprio qui che un sistema automatico diventa il tuo migliore alleato. Affidarsi a un software come Nowcheckin significa delegare tutta la gestione della conformità fiscale a un sistema che non si distrae mai.

L'app non si limita a inviare i dati al Portale Alloggiati e all'ISTAT, ma genera anche le ricevute digitali perfettamente a norma, occupandosi in automatico della questione del bollo.

  • Zero errori umani: L'automazione azzera il rischio di dimenticare il bollo o di applicarlo con una data sbagliata.
  • Archiviazione sicura: Ogni documento viene conservato in digitale secondo le norme di legge, sempre pronto per qualsiasi controllo.
  • Tranquillità totale: Puoi finalmente concentrarti su quello che conta davvero, l'ospitalità, con la certezza che tutta la burocrazia è gestita in modo impeccabile, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

In fin dei conti, investire in una soluzione digitale non è solo un modo per proteggersi da multe salate, ma è soprattutto un modo per guadagnare una serenità operativa che non ha prezzo.

Semplifica la burocrazia del tuo affitto con Nowcheckin

Bene, dopo aver navigato tra obblighi, eccezioni e sanzioni, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Gestire a mano la marca da bollo sulla ricevuta di affitto vuol dire fare i conti con scadenze, importi precisi e una burocrazia che, ammettiamolo, può trasformarsi in un campo minato di errori costosi. La vera svolta non sta nel diventare commercialisti per forza, ma nell'eliminare il problema alla radice: automatizzando.

È proprio qui che entra in gioco Nowcheckin, trasformando un processo manuale e pieno di trappole in un’operazione istantanea, sicura e del tutto automatica. Dimentica le corse dal tabaccaio all'ultimo minuto o il dubbio amletico su quale data mettere sul bollo: la nostra app si prende cura di tutto.

Dal documento dell'ospite alla ricevuta perfetta

Il funzionamento è di una semplicità disarmante. Ti basta una singola foto al documento del tuo ospite. Da lì, Nowcheckin non si limita a estrarre i dati per l'invio automatico al Portale Alloggiati e all'ISTAT. Fa molto di più: genera all'istante una ricevuta digitale impeccabile, già conforme a tutte le normative.

L'app sa già se lavori in cedolare secca o in regime ordinario e applica le regole giuste, bollo compreso, senza che tu debba alzare un dito. I vantaggi li vedi subito:

  • Check-in più veloci del 70%: Dici addio alle code e alla compilazione manuale dei documenti, regalando ai tuoi ospiti un'accoglienza decisamente più piacevole.
  • Errori umani azzerati: L'automazione cancella il rischio di trascrivere male un dato o di dimenticare un dettaglio fiscale. In poche parole, ti protegge dalle sanzioni.
  • Conformità fiscale 24/7: Ogni ricevuta viene creata e archiviata digitalmente secondo le norme di legge, garantendoti la massima serenità in caso di controlli.

Oggi, usare un'app per il check-in online non è più una semplice opzione, ma un vero e proprio alleato strategico per chi vuole gestire la propria struttura in modo professionale ed efficiente.

Trasforma la gestione degli ospiti della tua struttura con Nowcheckin. Riduci i tempi di check-in del 70% e migliora l'esperienza dei tuoi ospiti.

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Domande frequenti sulla marca da bollo

Abbiamo visto insieme le regole principali sulla marca da bollo per le ricevute di affitto, ma è del tutto normale avere ancora qualche dubbio su casi specifici. D'altronde, la burocrazia sa essere complicata.

Questa sezione nasce proprio per rispondere alle domande più comuni che, come host, ti sarai posto almeno una volta. L'obiettivo è fare chiarezza una volta per tutte, così da poter gestire la tua attività senza ansie.

Smartphone con schermo arancione che mostra "RICEVUTE automatiche", accanto a una ricevuta cartacea, con due persone sorridenti sullo sfondo.

Affrontiamo punto per punto i dubbi più classici.

Se mi pagano con bonifico, devo mettere lo stesso la marca da bollo?

Assolutamente sì. Questa è una delle domande più frequenti, ma la risposta è netta. La modalità di pagamento (bonifico, carta, contanti) non c'entra nulla con l'obbligo del bollo.

L'imposta di bollo è legata al documento che stai emettendo, cioè la ricevuta, non a come incassi i soldi.

Quindi, che l'ospite ti paghi in modo tracciabile o meno, la regola non cambia: se la ricevuta supera i 77,47 euro, il bollo da 2 euro va messo. La tracciabilità del pagamento è un altro discorso, importante per la dichiarazione dei redditi, ma non ti esonera da questo adempimento.

Che succede se la data del bollo è più recente di quella della ricevuta?

Questa è una trappola in cui è facile cadere, ma le conseguenze possono essere serie. Se metti una marca da bollo con una data successiva a quella della ricevuta, per la legge è come se non l'avessi messa affatto.

La regola è chiarissima: la data della marca da bollo deve essere uguale o, al limite, precedente a quella del documento. Se emetti una ricevuta il 15 luglio, un bollo datato 16 luglio la rende irregolare.

In caso di controllo, questa svista ti espone alle stesse sanzioni previste per chi non mette il bollo, con una multa che va da una a cinque volte l'importo dell'imposta evasa. Occhio alle date!

Chi deve tenere la ricevuta originale con la marca da bollo?

La ricevuta originale, quella con la marca da bollo fisica applicata sopra, deve essere sempre consegnata all'ospite. È un suo diritto e la sua prova di avvenuto pagamento.

Tu, però, devi conservare una traccia di aver assolto l'obbligo. La pratica corretta è farsi una copia (cartacea o digitale) della ricevuta e conservarla nel tuo archivio. Su questa copia, è buona norma scrivere "Imposta di bollo assolta sull'originale".

Con soluzioni digitali come Nowcheckin, questo processo diventa automatico e a prova di errore. La piattaforma non solo genera la ricevuta, ma si occupa anche della conservazione digitale a norma, creando uno storico sicuro e sempre a tua disposizione che ti mette al riparo da qualsiasi problema.

Posso far pagare all'ospite il costo della marca da bollo?

Certo che sì. Anche se la responsabilità di applicare il bollo è tua, la legge ti permette di riaddebitare il costo al cliente.

È una pratica comune e perfettamente legittima nel mondo delle locazioni. L'unica cosa fondamentale è la trasparenza.

Il mio consiglio è di specificare questo piccolo costo extra di 2 euro fin dal principio, magari nelle condizioni di prenotazione o nel riepilogo dei costi. In questo modo l'ospite sa tutto fin da subito, l'addebito è chiaro e non ci saranno discussioni al momento del pagamento.

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