Tassa di soggiorno quanto costa in Italia nel 2026

published on 13 September 2026

In Italia la tassa di soggiorno costa in genere da 1 € a 10 € per persona e per notte. Per un soggiorno di 3 notti, il solo tributo può quindi variare indicativamente da 3 € a 30 € per ospite, prima di esenzioni o riduzioni locali.

La domanda “tassa di soggiorno quanto costa?” sembra semplice, ma il calcolo cambia da Comune a Comune. Un host può ricevere una prenotazione, preparare le camere e accorgersi solo durante il check-in che la cifra dipende da categoria della struttura, stagione, età degli ospiti e numero massimo di notti imponibili. Il problema non è soltanto comunicare l'importo corretto. Bisogna anche incassarlo, documentare eventuali esenzioni e riversarlo al Comune secondo la procedura prevista.

Nel 2026 la variabilità è concreta. La tariffa effettiva può dipendere dal regolamento comunale, dalla tipologia dell'alloggio e, in alcuni casi, dal periodo dell'anno, come riassunto nella guida aggiornata alla tassa di soggiorno in Italia. Per questo un gestore non dovrebbe usare una cifra “standard” copiata da una vecchia prenotazione.

Quanto si paga davvero per la tassa di soggiorno

Marco gestisce un appartamento turistico a Firenze. Prima del check-in, un ospite gli chiede: «Quanto devo aggiungere per la tassa di soggiorno?». La risposta non può basarsi solo sul nome della città. Se la piattaforma non ha incluso il tributo nel prezzo mostrato, Marco deve sapere quale importo comunicare, incassare e registrare.

Per orientarsi, la forbice nazionale va da 1 € a 10 € per persona e per notte. Su 3 notti, un ospite può quindi pagare da 3 € a 30 €. Per due ospiti, nei casi in cui valga la tariffa più alta, il tributo può arrivare a 60 € complessivi. Sono valori di riferimento, non una tariffa unica: l'imposta viene istituita e regolata dal Comune.

Un'infografica che spiega quanto costa la tassa di soggiorno a Firenze per ospite e per notte.

Perché il prezzo cambia

Il regolamento comunale può distinguere l'importo in base a quattro elementi:

  • Categoria della struttura: hotel, B&B, affittacamere e appartamento turistico possono rientrare in fasce diverse.
  • Stagionalità: alcune amministrazioni applicano importi differenti in alta e bassa stagione.
  • Numero di notti imponibili: oltre il limite fissato dal Comune, le notti successive possono non essere tassate.
  • Profilo dell'ospite: bambini, residenti e altre categorie possono avere esenzioni o riduzioni, con soglie che cambiano localmente.

Anche la categoria catastale o ricettiva può incidere. A Venezia, per esempio, le locazioni turistiche del Gruppo 2 pagano 4,00 € in alta stagione e 3,50 € in gennaio. Il Gruppo 1 arriva a 5,00 € in alta stagione, mentre il Gruppo 3 scende a 3,00 €, secondo le tariffe ufficiali del Comune di Venezia.

Per un gestore, la tariffa è come un prezzo composto da più caselle. Prima del check-in digitale vanno controllati Comune, categoria, date, età degli ospiti e tetto di notti imponibili. Solo dopo si può indicare quanto incassare e predisporre i dati da versare.

Regola pratica: non comunicare mai la tassa usando soltanto il nome della città. Servono almeno Comune, struttura, date del soggiorno e composizione del gruppo.

Un esempio chiarisce la differenza: una coppia con un bambino di 8 anni soggiorna per 3 notti. Se il regolamento esenta il minore e applica 3 € per adulto a notte, il totale è 18 € a Roma. Con 1,50 € per adulto a notte, lo stesso scenario produce 9 € a Rimini. Sono esempi di calcolo, non importi universali. Prima dell'incasso va verificata la regola locale.

Come si calcola l'imposta di soggiorno

La tassa funziona come un supplemento calcolato al ristorante. Prima individui la base, cioè il prezzo previsto per ogni persona e ogni notte. Poi moltiplichi per le notti soggette al tributo e, infine, per gli ospiti che non rientrano nelle esenzioni.

La formula operativa è:

Imposta dovuta = tariffa comunale × ospiti non esenti × notti imponibili

La notte del giorno di arrivo rientra normalmente nel conteggio del pernottamento. Il gestore deve però applicare il limite stabilito dal Comune, che può ridurre il numero di notti effettivamente tassabili.

I quattro dati da controllare

  1. Tariffa applicabile. È quella prevista dal regolamento per la struttura e per il periodo.
  2. Ospiti imponibili. Sono le persone che devono pagare dopo aver verificato età, residenza e possibili esenzioni.
  3. Notti del soggiorno. Si contano le notti effettivamente prenotate secondo la regola locale.
  4. Massimale comunale. Se il regolamento fissa un tetto, le notti oltre quel limite non entrano nel calcolo.

La tariffa può cambiare in base alla categoria dell'alloggio, per esempio hotel a 1, 2, 3, 4 o 5 stelle, residence, B&B, affittacamere o agriturismo. Non basta quindi sapere che due strutture si trovano nella stessa città. Il Comune può applicare importi diversi anche a pochi metri di distanza.

Un caso semplice: con 5 €, 3 notti e 2 ospiti imponibili, il totale è 30 €. Se un Comune applica un limite di 5 notti, un soggiorno di 14 notti viene tassato soltanto per le prime 5. A Venezia, invece, il regolamento prevede l'applicazione massima per 5 notti consecutive, mentre il tetto varia da città a città. Una guida operativa sui massimali comunali riporta, tra gli esempi, 7 notti a Firenze, 10 a Roma e 14 a Milano, ma il gestore deve verificare la regola vigente per la propria struttura.

Infografica che illustra come calcolare l'imposta di soggiorno basandosi sulla tariffa, le notti e gli ospiti.

L'errore più comune è moltiplicare la tariffa per il numero totale degli ospiti senza verificare chi è esente. Il secondo è applicare tutte le notti prenotate quando il Comune prevede un massimale.

Tariffe reali nei principali Comuni italiani

Il confronto tra città chiarisce perché la domanda “tassa di soggiorno quanto costa” non ha una risposta unica. La cifra per notte è solo il primo dato: per calcolare quanto incassare e quanto versare servono anche categoria dell'alloggio, stagione, ospiti imponibili e tetto di notti. La tabella riporta esempi di confronto richiesti per il 2026. Gli importi puntuali vanno verificati nel regolamento comunale vigente.

Comune Hotel 3 stelle (€) Hotel 4 stelle (€) B&B / affittacamere (€) Tetto notti imponibili
Roma 6,00 7,50 5,00-6,00 10
Milano variabile variabile variabile 14
Venezia variabile variabile Gruppo 2: 4,00 in alta stagione 5
Firenze variabile variabile 6,00 7
Bologna 2,00-3,00 variabile variabile 5
Napoli 1,50-3,00 variabile 1,50-3,00 regolamento locale
Torino variabile variabile variabile regolamento locale
Rimini 1,50-3,00 variabile 1,50-3,00 regolamento locale
Verona variabile variabile variabile regolamento locale
Palermo 1,50-3,00 variabile 1,50-3,00 regolamento locale
Cagliari variabile variabile variabile regolamento locale
Trento variabile variabile variabile regolamento locale

I valori numerici della tabella sono esempi di confronto, non una tariffa valida per ogni struttura. Anche il tetto cambia da Comune a Comune. Perciò il gestionale del check-in digitale dovrebbe associare ogni prenotazione alla categoria corretta, alla stagione applicabile e al limite locale, invece di moltiplicare automaticamente la stessa cifra per tutte le notti.

A Venezia il meccanismo è particolarmente evidente: la tariffa varia secondo gruppo catastale e stagione. Per le locazioni turistiche, il Gruppo 2 passa da 4,00 € in alta stagione a 3,50 € in gennaio, mentre il Gruppo 3 passa da 3,00 € a 2,10 €, secondo la pagina tariffaria del Comune di Venezia.

Tre simulazioni per leggere la formula

  • Venezia: una coppia per 3 notti, con tariffa ipotetica di 7 €, produce 7 € × 3 × 2 = 42 €.
  • Firenze: con tariffa ipotetica di 4,50 €, il totale è 4,50 € × 3 × 2 = 27 €.
  • Rimini: con tariffa ipotetica di 2,50 €, il risultato è 2,50 € × 3 × 2 = 15 €.

Le simulazioni mostrano il calcolo, non certificano l'importo applicabile. Il quadro normativo nazionale dell'IFEL sull'imposta di soggiorno spiega che i Comuni autorizzati possono istituire il tributo con deliberazione consiliare, secondo criteri locali. Prima del rendiconto, il gestore deve controllare tariffa, stagione, esenzioni e notti imponibili, così il check-in digitale produce un incasso corretto e un versamento coerente.

Quanto incassano i Comuni e perché le tariffe salgono

Per i Comuni turistici la tassa di soggiorno è diventata una voce di bilancio rilevante. Nel 2023 la applicavano 1.268 Comuni, circa il 22% dei 5.730 aventi diritto; nel 2024 gli incassi complessivi hanno raggiunto circa 1,024 miliardi di euro, rispetto ai 793,5 milioni del 2023, con una crescita del 29,1%, secondo i dati riportati da la Repubblica sul gettito dell'imposta di soggiorno.

La concentrazione è forte. I territori con più presenze turistiche raccolgono una quota importante del gettito, perché sommano tariffe più alte e maggiore volume di pernottamenti. La stessa rilevazione indica inoltre che nel 2024 i ricavi dei Comuni che prevedono l'imposta sono arrivati a 760 milioni di euro esclusa Roma Capitale, con una crescita del 19% rispetto al 2023.

Grafico che mostra la crescita annua del gettito nazionale della tassa di soggiorno per i comuni italiani.

La conseguenza per chi ospita

I Comuni possono usare il gettito per sostenere attività collegate al turismo, come servizi urbani, accoglienza e promozione del territorio. Per un host, però, la conseguenza più concreta è un'altra: la tariffa può cambiare e la matrice di calcolo deve restare aggiornata.

Le stime riportate per gli anni successivi indicano un gettito nazionale superiore a 1,05 miliardi di euro nel 2025 e una proiezione di circa 1,3 miliardi nel 2026. Nei primi sei mesi del 2026 la stima citata è di 438 milioni, con variazioni indicate rispetto agli anni precedenti nella notizia sul gettito dell'imposta di soggiorno. Trattandosi di stime e proiezioni, non vanno confuse con un importo già definitivo per ogni Comune.

Il gestore dovrebbe controllare periodicamente delibere e portali locali, soprattutto quando lavora con più appartamenti in città diverse. Una tariffa memorizzata nel gestionale senza data di validità può generare incassi errati anche quando il resto della prenotazione è corretto.

Chi è esente dalla tassa di soggiorno

Le esenzioni non sono identiche in tutta Italia. Il Comune può stabilire categorie, soglie di età, documenti e condizioni diverse. Tratta quindi l'esenzione come un dato da verificare, non come una regola automatica.

Le categorie ricorrenti includono:

  • Minori: molti regolamenti prevedono l'esenzione per i bambini sotto una determinata età, spesso 10 o 12 anni, ma la soglia può cambiare.
  • Residenti: in alcuni Comuni chi risiede nel territorio non paga il tributo.
  • Persone con disabilità: l'esenzione può riguardare la persona con certificazione e un accompagnatore.
  • Pazienti e accompagnatori: alcuni regolamenti includono chi soggiorna per cure mediche e le persone che assistono il paziente.
  • Studenti e lavoratori: possono essere previste condizioni specifiche per studenti fuori sede o lavoratori con attività nel Comune.
  • Autisti e guide: autisti di pullman e guide turistiche al seguito di gruppi rientrano spesso tra le categorie agevolate.
  • Personale in servizio: forze dell'ordine, personale sanitario, scolastico, protezione civile o altri operatori possono essere esenti in situazioni definite localmente.

Un'infografica che spiega chi è esente dal pagamento della tassa di soggiorno in Italia per i turisti.

Checklist al check-in

Quando un ospite dichiara di non dover pagare, il gestore dovrebbe:

  1. Identificare la categoria. Chiedere quale requisito determina l'esenzione.
  2. Controllare il regolamento locale. La categoria deve essere prevista dal Comune.
  3. Raccogliere la documentazione. Conservare dichiarazioni o certificazioni richieste.
  4. Registrare il motivo. La rendicontazione deve spiegare perché l'importo non è stato incassato.
  5. Verificare la durata. Alcune agevolazioni possono dipendere da condizioni o periodi specifici.

La guida sulle esenzioni per gli ospiti over 65 e sulle regole applicabili può aiutare a impostare un controllo più ordinato, ma non sostituisce il regolamento del Comune interessato.

Controllo essenziale: un ospite non è esente solo perché lo dichiara al telefono. L'esenzione va collegata a una regola locale e alla documentazione prevista.

Conservare i documenti giustificativi è parte del lavoro amministrativo. Se il gestore applica una riduzione sbagliata, il problema riguarda sia la somma non incassata sia la coerenza della dichiarazione trasmessa al Comune.

Come versare la tassa di soggiorno e usare i portali

Il versamento segue una procedura locale. Alcuni Comuni usano portali propri, altri prevedono PagoPA o F24, e le scadenze possono essere mensili, trimestrali o collegate al regolamento dell'ente. Prima di compilare qualsiasi pagamento, verifica le istruzioni pubblicate dal Comune e la banca dati fiscale applicabile.

Il percorso con F24

Per il pagamento tramite F24, l'Agenzia delle Entrate ha previsto il codice tributo 3936, denominato “Imposta/Contributo di soggiorno”. La procedura richiede normalmente anche il codice catastale del Comune e l'indicazione dell'importo dovuto, come riepilogato nelle istruzioni sui codici tributo F24 per l'imposta di soggiorno.

Il gestore dovrebbe preparare il versamento in questo ordine:

  • Periodo di riferimento: separa il mese o il trimestre richiesto dal Comune.
  • Notti imponibili: somma soltanto le notti soggette al tributo dopo il massimale.
  • Ospiti imponibili: escludi le persone per cui è stata verificata un'esenzione.
  • Importo: confronta il totale con ricevute, prenotazioni e registro degli ospiti.
  • Ente destinatario: controlla codice catastale e modalità di pagamento indicate.

Non applicare automaticamente una scadenza uguale per tutta Italia. Una guida operativa può indicare il giorno 16 del mese successivo come cadenza tipica, ma il Comune può stabilire un termine diverso.

Portali comunali e controllo dei dati

Tra gli ambienti utilizzati dai gestori italiani figurano Rome Payment Portal, Milano Paytourist, Firenze Turismo 5 e Venezia Tourist Tax Portal. L'accesso può richiedere autenticazione SPID o CIE, mentre la dichiarazione deve riflettere gli ospiti effettivamente presenti, le notti tassabili e le esenzioni documentate.

Per un B&B romano con 4 camere, il flusso corretto su un trimestre è:

  1. raccogliere le presenze di tutte le camere;
  2. separare adulti, minori e ospiti esenti;
  3. applicare la tariffa prevista per ogni tipologia;
  4. fermare il conteggio al limite di notti previsto;
  5. sommare gli importi per il trimestre;
  6. verificare che il totale coincida con ricevute e incassi;
  7. trasmettere la dichiarazione e procedere al versamento nel canale richiesto.

Non è possibile calcolare un totale numerico completo senza conoscere occupazione, date, categorie e ospiti imponibili delle 4 camere. Inserire un importo inventato renderebbe l'esempio fuorviante.

Un check-in digitale può ridurre il lavoro di trascrizione. NowCheckin acquisisce i dati dal documento, supporta il flusso di registrazione degli ospiti e può generare i dati necessari per la gestione della tassa e dei portali comunali integrati. Per approfondire il ciclo amministrativo, consulta la guida al pagamento della tassa di soggiorno.

Cosa deve sapere ogni gestore e perché digitalizzare il check-in

La tassa di soggiorno diventa gestibile quando il gestore la tratta come un processo, non come una cifra da ricordare a memoria. La checklist operativa è breve, ma ogni punto deve essere verificabile:

  • Tariffa: parti dalla fascia generale di 1 €-10 € per persona e per notte, poi applica il regolamento comunale.
  • Struttura: aggiorna categoria, tipologia ricettiva e periodo stagionale.
  • Ospiti: separa chi paga da chi è esente.
  • Notti: applica il massimale locale, se previsto.
  • Incasso: comunica l'importo prima o durante il check-in e rilascia la ricevuta richiesta.
  • Riversamento: usa il canale e la scadenza del Comune, controllando codice tributo e codice catastale quando richiesti.
  • Archiviazione: conserva dichiarazioni e giustificativi secondo gli obblighi applicabili.

Il vantaggio del digitale si vede soprattutto nei passaggi ripetitivi. La scansione del documento può evitare la ricopiatura dei dati anagrafici, mentre un flusso organizzato collega prenotazione, ospiti, date, camere e importo da incassare. Questo riduce il rischio di dimenticare un ospite, applicare una tariffa vecchia o conteggiare una notte oltre il tetto.

Una procedura più controllabile

Un sistema come NowCheckin può supportare la raccolta dei dati, la generazione delle ricevute digitali, l'organizzazione della cronologia e l'esportazione delle informazioni utili al rendiconto. L'operatore deve comunque verificare il regolamento comunale e la correttezza dei dati prima dell'invio. L'automazione non sostituisce la responsabilità del gestore, ma rende più visibili gli errori prima che diventino incongruenze amministrative.

La digitalizzazione delle strutture ricettive è particolarmente utile per chi gestisce più appartamenti o effettua check-in senza presidio fisso. Un unico flusso può collegare acquisizione del documento, registrazione dell'ospite, calcolo del tributo e preparazione dei dati da riversare, invece di distribuire le informazioni tra fogli di calcolo, messaggi e ricevute cartacee.

La risposta a “tassa di soggiorno quanto costa” parte quindi dalla tariffa, ma termina con un controllo completo. Il gestore deve sapere quanto incassare, da chi, per quante notti e con quale procedura versare l'importo. Verifica il regolamento del tuo Comune prima di ogni aggiornamento tariffario e organizza il check-in in modo che nessun dato resti fuori dal rendiconto.


Trasforma la gestione degli ospiti della tua struttura con NowCheckin. L'app aiuta a raccogliere i dati del documento, organizzare il check-in digitale, calcolare la tassa di soggiorno nel flusso operativo e conservare le ricevute. Visita NowCheckin per scoprire il servizio e scarica l'app gratuitamente per iOS o Android.

Read more